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Istanza di correzione di errore materiale

Definizione

Procedimento con cui si chiede al giudice di correggere errori di calcolo, di scrittura o altre sviste materiali presenti in un provvedimento, senza alterarne il contenuto decisionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Correzione Errore Materiale: La Cassazione impone la notifica alle parti
Un Lavoratore ha chiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. L'errore riguardava l'identificazione delle controparti e il numero esatto dei soggetti condannati alle spese legali. La Corte ha rilevato che l'istanza non era stata notificata alle controparti. Per garantire il diritto di difesa, la Corte ha rinviato la decisione e ha ordinato al Lavoratore di notificare l'istanza a tutte le parti coinvolte entro 60 giorni. Questo assicura che tutti i soggetti interessati siano informati e possano partecipare al procedimento di correzione.
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Patrocinio a spese dello Stato: no compenso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di un difensore che richiedeva la liquidazione dei compensi per un assistito in patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha ribadito la propria incompetenza a liquidare tali spese e ha ricordato che, in caso di ricorso inammissibile, il compenso non è comunque dovuto, come previsto dal D.P.R. 115/2002.
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Spese processuali parte civile: quando non sono dovute?
La Corte di Cassazione ha rigettato un'istanza di correzione di errore materiale, stabilendo un principio fondamentale sulle spese processuali parte civile. La Corte ha chiarito che, nel giudizio di legittimità con trattazione orale, la parte civile che non partecipa attivamente alla discussione in udienza non ha diritto al rimborso delle spese, anche se ha depositato conclusioni e nota spese in cancelleria. La decisione sottolinea che l'omessa liquidazione in tale contesto non costituisce un errore materiale, ma una corretta applicazione della legge.
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Liquidazione spese difensore: decide il giudice merito
Un avvocato, nominato difensore d'ufficio in un procedimento di Cassazione, ha richiesto alla stessa Corte la correzione di una precedente sentenza per ottenere la liquidazione delle proprie spese. La Corte Suprema ha dichiarato l'istanza inammissibile, specificando che la competenza per la liquidazione spese difensore d'ufficio appartiene al giudice di merito (in questo caso il GIP) e non al giudice di legittimità. La decisione si fonda sull'art. 116 del DPR 115/2002, che delinea la procedura corretta e l'autorità giudiziaria competente.
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