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Interversione del titolo del possesso

Definizione

Atto con cui chi possiede un bene per conto di altri (es. un inquilino) inizia a possederlo come se ne fosse il proprietario, manifestando un'opposizione chiara e inequivocabile al diritto del proprietario stesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usucapione bene ereditario: quando il possesso del coerede non basta
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un coerede che rivendicava l'Usucapione bene ereditario di un immobile. Il coerede aveva utilizzato l'immobile prima con il permesso della madre defunta, poi come comproprietario. I giudici di merito avevano respinto la sua richiesta, affermando che non aveva dimostrato un possesso esclusivo ("uti dominus") tale da escludere gli altri eredi, né che fosse trascorso il ventennio necessario dalla morte della madre. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il semplice utilizzo o l'amministrazione del bene da parte di un coerede non basta per l'usucapione, se non accompagnato da atti che manifestano in modo inequivocabile la volontà di possedere come unico proprietario.
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Usucapione tra coeredi: la tolleranza che lo esclude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31108/2023, ha respinto il ricorso di alcuni coeredi che chiedevano di essere dichiarati proprietari esclusivi di immobili ereditari per usucapione. La Corte ha stabilito che l'utilizzo del bene, fondato su un rapporto di parentela e quindi su mera tolleranza, non costituisce possesso utile ai fini dell'usucapione tra coeredi, in assenza di atti inequivocabili volti a escludere gli altri comproprietari.
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Peculato del notaio: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato del notaio che si era appropriato delle somme ricevute dai clienti per il pagamento delle imposte. La sentenza chiarisce che il ritardo sistematico e prolungato integra il reato, manifestando la volontà di agire come proprietario del denaro. Tuttavia, la Corte ha annullato parzialmente la condanna, rinviando a nuovo giudizio la parte in cui, per gli stessi fatti, l'imputato era stato assolto dall'accusa di falso, ravvisando una contraddizione nella motivazione.
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Peculato del notaio: ritardo non è appropriazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4247/2024, ha chiarito i confini del reato di peculato del notaio. Se l'omesso versamento delle imposte raccolte integra il reato, il semplice ritardo non basta. È necessaria la prova di una reale appropriazione, ovvero che il notaio abbia agito sui fondi come se fossero propri. La Corte ha quindi annullato con rinvio la condanna per i versamenti tardivi, richiedendo ai giudici di merito una valutazione più analitica e non automatica.
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