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interprete

Definizione

Un interprete, inteso come conoscitore di una lingua straniera, è una persona che, a differenza di un traduttore, traduce oralmente (o tramite segni nel caso delle lingue dei segni) da una lingua di partenza verso una lingua d'arrivo. L'interpretazione è caratterizzata non solo dall'evanescenza della lingua orale, ma anche dalla mimica, dalla gestualità, da buone conoscenze di retorica, di scioltezza e comprensione della lingua parlata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento alcolimetrico nullo se manca l’interprete
Un automobilista straniero, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la nullità dell'accertamento alcolimetrico. Il ricorrente ha eccepito che l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore non gli era stato fornito in una lingua a lui comprensibile, senza che la polizia avesse cercato un interprete. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e non manifestamente infondato, poiché l'effettiva idoneità dell'avviso formale richiede una reale comprensione linguistica. Di conseguenza, l'ammissibilità del ricorso ha consentito di rilevare l'avvenuto decorso del termine di prescrizione del reato. La Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato.
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Interprete nel processo penale: quando è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati stranieri condannati per reati di furto, rapina e ricettazione. Il nucleo della contestazione riguardava la presunta nullità del giudizio di appello dovuta alla mancanza di un **interprete** e alla mancata traduzione della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa traduzione non comporta nullità automatica se non viene dimostrato un pregiudizio effettivo al diritto di difesa, specialmente dopo la riforma che impedisce all'imputato di presentare personalmente ricorso in Cassazione.
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Responsabilità notarile: i limiti del divieto atti nulli
La Corte di Cassazione ha analizzato la responsabilità notarile in relazione a tre addebiti disciplinari. Il primo riguarda l'impiego di un interprete portatore di interessi diretti nell'atto, confermando la sanzione per violazione del dovere di imparzialità. Gli altri due addebiti riguardavano la donazione di quote in comunione legale e la verifica della condizione di reciprocità per acquirenti stranieri. La Corte ha stabilito che il notaio risponde disciplinarmente per il ricevimento di atti nulli solo quando la nullità è inequivoca e basata su orientamenti giurisprudenziali consolidati al momento della stipula. Poiché tali questioni erano all'epoca dibattute, la responsabilità è stata esclusa per questi specifici capi.
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Notifica nulla: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero condannato per il reato di percosse. Il ricorrente contestava la mancata traduzione degli atti e l'irregolarità della notifica del decreto di citazione in appello. La Suprema Corte ha stabilito che, mentre la mancata traduzione in primo grado è una nullità sanata dalla presenza di un interprete e dalla tardività dell'eccezione, l'omessa notifica dell'atto di citazione in appello configura una nullità assoluta. Poiché non vi era prova della corretta ricezione dell'atto da parte dell'imputato o del suo domiciliatario, la sentenza è stata annullata con rinvio.
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