Un'impresa edile, in ritardo di 84 giorni nella consegna di un'opera pubblica, si vede applicare una pesante penale dal Comune committente. La Corte d'Appello riduce la sanzione, ritenendo che il successivo ritardo del Comune stesso nel collaudo dimostrasse un suo scarso interesse alla puntualità. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione per la riduzione penale contrattuale deve basarsi esclusivamente sull'interesse del creditore al momento della firma del contratto. I fatti successivi, come il comportamento del committente, sono irrilevanti. Di conseguenza, il Comune vince il ricorso e la causa torna in Appello per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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