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Interdittiva prefettizia

Definizione

Provvedimento amministrativo che vieta a un'impresa di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione a causa del rischio di condizionamento mafioso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Controllo giudiziario antimafia: la Cassazione nega la tutela
Una società colpita da interdittiva prefettizia ha richiesto l'ammissione alla misura del controllo giudiziario antimafia per continuare la propria attività commerciale. L'impresa sosteneva di essersi allontanata dal rischio di inquinamento criminale avendo adottato un modello organizzativo interno, abbandonato i consorzi sospetti e ridotto i rapporti con fornitori dubbi. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo tali iniziative meramente formali e troppo recenti per garantire un reale distacco dalle logiche mafiose. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto e ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. La Suprema Corte ha evidenziato che la semplice approvazione di documenti organizzativi non basta senza l'effettiva nomina di organi di vigilanza autonomi e la prova di una totale emancipazione dai contesti criminali. La società perde il giudizio ed è condannata al pagamento delle spese.
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Controllo giudiziario delle aziende: stop al rigetto automatico
Una società cooperativa sottoposta a misura di prevenzione ha chiesto la proroga del controllo giudiziario delle aziende per ultimare il riallineamento alle regole di legalità economica dopo un'interdittiva prefettizia. Il Tribunale e la Corte di Appello hanno respinto la richiesta, sostenendo che l'impresa avesse motivato l'istanza solo con la pendenza del ricorso contro il provvedimento del Prefetto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società e ha annullato la decisione. I giudici hanno chiarito che, se la misura iniziale dura meno del limite massimo di tre anni, il giudice non può respingere la proroga senza prima esaminare le relazioni dell'amministratore e verificare l'effettivo percorso di bonifica aziendale.
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Azienda in bilico: negato il controllo giudiziario dell’azienda
Un'Azienda edile richiede il controllo giudiziario dell'azienda per evitare il blocco delle attività dovuto al sospetto di infiltrazioni criminali. I giudici respingono la richiesta. L'Amministratore dell'Azienda ha legami stabili con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata. Inoltre, l'Azienda ha assunto dipendenti con precedenti penali legati ad associazioni mafiose. La difesa sostiene che i legami siano solo familiari e occasionali. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che il condizionamento criminale risulta stabile e non occasionale. L'Amministratore si dimostra inaffidabile e impedisce il recupero della legalità interna. L'Azienda perde la causa, non ottiene la misura richiesta e deve pagare le spese processuali più una sanzione di tremila euro.
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