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Insolvenza Fraudolenta (art. 641 c.p.)

Definizione

Reato che si configura quando una persona, pur sapendo di non poter pagare, contrae un'obbligazione (ad esempio, acquista un bene) e poi si sottrae al pagamento, nascondendo il proprio stato di insolvenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Truffa: Ricorso Inammissibile se le Argomentazioni sono Ripetitive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per Truffa. Il ricorrente chiedeva la derubricazione del reato in insolvenza fraudolenta, contestando l'esistenza degli artifici e raggiri. La Corte ha ritenuto che le argomentazioni fossero generiche e già valutate dai giudici precedenti, confermando la condanna per Truffa. L'individuo deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Assegno a vuoto: da debito civile a truffa contrattuale
Un cliente ha consegnato un assegno privo di copertura a una società assicurativa per saldare un pagamento. L'assegno non è andato a buon fine a causa dell'inesistenza di un valido rapporto bancario con provvista. La società ha svolto verifiche interne e ha sporto querela dopo aver accertato l'irreperibilità del debitore. I giudici di merito hanno qualificato la condotta non come semplice insolvenza, ma come reato di truffa contrattuale con assegno. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la tardività della querela e l'errata qualificazione giuridica. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Corte ha confermato la condanna e ha ribadito che consegnare un assegno senza provvista costituisce un raggiro idoneo a simulare la solvibilità.
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Truffa con assegno estero: non è insolvenza, condanna certa
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per Truffa a carico di un soggetto che aveva acquistato beni utilizzando il nome di una società già fallita e pagando con un assegno di una banca estera. L'imputato sosteneva si trattasse del reato meno grave di insolvenza fraudolenta. I giudici hanno respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. Hanno stabilito che l'uso del nome di un'azienda fallita e di un assegno estero non sono una semplice omissione, ma veri e propri 'artifici e raggiri' che integrano il reato di Truffa. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Reato di Truffa al casello: Amministratore perde in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di truffa a carico dell'amministratore di una società. L'imputato aveva contestato la qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che non si trattasse di truffa. I giudici hanno respinto la sua tesi, chiarendo la differenza fondamentale tra la truffa, che richiede un inganno attivo, e la semplice insolvenza fraudolenta. Poiché nel caso specifico era presente un raggiro per ottenere un ingiusto profitto ai danni di una società autostradale, la condanna per truffa è stata ritenuta corretta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese e del risarcimento.
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