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Inserzione automatica di clausole (Art. 1339 c.c.)

Definizione

Meccanismo legale per cui una clausola di un contratto, contraria a una norma di legge inderogabile, viene automaticamente cancellata e sostituita dalla regola prevista dalla legge stessa, senza annullare l'intero contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compenso per collaudo: patto del 2006 batte regolamento 2011
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sul calcolo del compenso per collaudo. Un'Azienda aveva incaricato un Professionista nel 2006, pattuendo un compenso basato su un regolamento interno del 2001. Anni dopo, l'Azienda ha tentato di applicare un nuovo regolamento del 2011, meno vantaggioso per il Professionista. La Corte ha dato ragione al Professionista, affermando che la disciplina per calcolare il compenso è quella in vigore al momento del conferimento dell'incarico, come stabilito nel contratto. Le modifiche successive non possono retroagire. Il patto iniziale, quindi, prevale sulle nuove regole aziendali.
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Prezzo casa imposto per legge: l’Ente sbaglia, la Cassazione rimborsa
Un ente previdenziale ha venduto degli immobili ai propri ex inquilini applicando un coefficiente di calcolo del prezzo errato, perché basato su una norma successiva alla vendita. Gli acquirenti hanno chiesto la restituzione della somma pagata in eccesso. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione, confermando il principio della sostituzione automatica clausola prezzo. Secondo la Corte, quando il prezzo è imposto dalla legge, la clausola contrattuale errata viene sostituita di diritto da quella corretta. L'ente è stato quindi condannato a rimborsare gli acquirenti, poiché la legge successiva non poteva essere applicata retroattivamente.
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Interessi Buoni Postali: Timbro batte Stampa? La Cassazione decide
Un risparmiatore ha chiesto il pagamento degli interessi di un buono postale fruttifero (serie Q/P) basandosi sui tassi più alti stampati sul modulo originale (serie P) per l'ultimo decennio. L'Ente Emittente sosteneva invece l'applicazione dei tassi inferiori previsti da un decreto ministeriale successivo, anche se il timbro apposto sul buono non copriva completamente le vecchie condizioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che il decreto ministeriale è una norma imperativa che prevale sempre sull'accordo tra le parti. Di conseguenza, gli interessi buoni postali dovuti sono quelli, più bassi, fissati dalla legge al momento dell'emissione, a prescindere da cosa resti visibile della vecchia stampa sul titolo. Vince l'Ente Emittente.
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