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Ingresso Illegale

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ingresso illegale: il ricorso al TAR non salva dalla condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino straniero per il reato di ingresso illegale nel territorio dello Stato. L'imputato aveva impugnato davanti al TAR il decreto di revoca del permesso di soggiorno emesso dalla Questura. Tuttavia, il giudice amministrativo non aveva concesso alcuna sospensiva del provvedimento. Inoltre, i legami familiari invocati ai sensi della normativa sull'immigrazione erano stati presentati solo dopo la consumazione del reato, mentre l'autorità aveva già negato l'autorizzazione al rientro. I giudici supremi hanno ribadito che incombe sullo straniero l'onere di dimostrare il possesso di un valido titolo di soggiorno. La semplice pendenza del giudizio amministrativo non elimina la responsabilità penale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ingresso illegale: giurisdizione e soccorsi in mare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ingresso illegale a carico di due imputati stranieri, responsabili del trasporto di migranti. La difesa contestava la giurisdizione italiana, poiché i fatti erano avvenuti in acque internazionali. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che la giurisdizione nazionale sussiste quando i trafficanti abbandonano i migranti su natanti inadeguati per forzare l'intervento dei soccorritori. In questo schema, i soccorritori agiscono sotto scriminante, rendendo i trafficanti autori mediati del reato di ingresso illegale consumato in territorio italiano.
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Ingresso illegale: la permanenza è reato permanente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di **ingresso illegale** e permanenza non autorizzata. Il ricorrente sosteneva che la condotta non fosse punibile al momento dell'ingresso, ma i giudici hanno ribadito la natura permanente del reato, che persiste finché lo straniero resta nel territorio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché basato su una richiesta di rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità e su un calcolo della prescrizione che ignorava i periodi di sospensione processuale.
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Ingresso illegale: Cassazione conferma la sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per il reato di ingresso illegale e soggiorno nel territorio dello Stato. La Corte ha ribadito che la sanzione penale pecuniaria prevista dalla legge italiana non è in contrasto con la direttiva dell'Unione Europea sui rimpatri e, pertanto, non può essere disapplicata. Anche il motivo sulla presunta carenza di motivazione della pena è stato respinto, poiché era stata applicata la sanzione minima prevista dalla legge.
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