Un paziente ricoverato a seguito di un trauma domestico è deceduto per shock settico a causa di una grave infezione nosocomiale da batterio resistente. I familiari hanno citato l'ospedale per ottenere il risarcimento dei danni. La struttura sanitaria ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione del diritto, escludendo colpe dei medici e ritenendo non provato il dolore dei parenti non conviventi. La Corte d'Appello ha respinto l'impugnazione dell'ente sanitario. I giudici hanno confermato la piena responsabilità della struttura sanitaria, condannandola a risarcire oltre mezzo milione di euro complessivi a madre e sorella. Per andare esente da colpa, l'ospedale non può limitarsi a produrre protocolli astratti, ma deve dimostrare l'effettiva e concreta adozione di tutte le cautele igieniche sul singolo paziente.
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