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Infezione Nosocomiale

Definizione

Infezione contratta da un paziente durante la permanenza in una struttura sanitaria, non presente al momento dell'ammissione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Infezione nosocomiale: i protocolli astratti non salvano l’ente
I congiunti di un paziente ricoverato per trauma cranico hanno citato l'Azienda Ospedaliera dopo la sua morte. Durante la degenza l'uomo ha contratto una grave infezione nosocomiale da Acinetobacter baumannii culminata in shock settico. L'ospedale eccepiva la prescrizione del diritto e sosteneva l'inevitabilità dell'evento per aver adottato protocolli generali. La Corte d'Appello ha respinto l'impugnazione della struttura sanitaria. I giudici hanno chiarito che il ricorso per accertamento tecnico preventivo interrompe la prescrizione e fa partire un nuovo termine dal deposito della perizia. Inoltre l'ospedale risponde dei danni se non prova l'effettiva applicazione delle misure igieniche al caso concreto. Infine il dolore per la perdita del legame affettivo tra fratelli si presume esistente anche senza convivenza.
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Infezione nosocomiale fatale: l’ospedale paga i danni
Un paziente ricoverato a seguito di un trauma domestico è deceduto per shock settico a causa di una grave infezione nosocomiale da batterio resistente. I familiari hanno citato l'ospedale per ottenere il risarcimento dei danni. La struttura sanitaria ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione del diritto, escludendo colpe dei medici e ritenendo non provato il dolore dei parenti non conviventi. La Corte d'Appello ha respinto l'impugnazione dell'ente sanitario. I giudici hanno confermato la piena responsabilità della struttura sanitaria, condannandola a risarcire oltre mezzo milione di euro complessivi a madre e sorella. Per andare esente da colpa, l'ospedale non può limitarsi a produrre protocolli astratti, ma deve dimostrare l'effettiva e concreta adozione di tutte le cautele igieniche sul singolo paziente.
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Infezione nosocomiale fatale: ospedale condannato per il contagio
Un paziente ricoverato per una frattura al femore decedeva poco dopo le dimissioni a causa di una grave polmonite batterica da stafilococco aureo. I familiari citavano la struttura sanitaria chiedendo il risarcimento dei danni. Il Tribunale rigettava la domanda ritenendo nuova la tesi del contagio ospedaliero rispetto all'iniziale accusa di ritardo diagnostico. La Corte d'Appello ha ribaltato l'esito. I giudici hanno chiarito che l'infezione nosocomiale era stata tempestivamente contestata nella prima memoria processuale. La struttura sanitaria non ha fornito la prova di aver applicato correttamente i protocolli igienici e di prevenzione per evitare il batterio resistente. I congiunti ottengono così il risarcimento del danno per la perdita del rapporto parentale, per una somma complessiva di oltre 780.000 euro oltre rivalutazione e interessi, mentre viene respinta la richiesta tardiva del danno ereditario.
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Omicidio con mezzo insidioso: ergastolo confermato per il rogo
La Corte di Cassazione ha confermato l'ergastolo per l'autore di un omicidio con mezzo insidioso, commesso versando benzina nascosta in una comune bottiglietta d'acqua su un uomo disteso su una panchina e dandogli fuoco. La vittima è deceduta dopo dieci mesi di agonia ospedaliera per complicanze infettive e insufficienza multiorgano. I giudici hanno respinto la tesi difensiva dell'interruzione del nesso causale: il decorso clinico prolungato e le infezioni nosocomiali rappresentano lo sviluppo tipico delle gravissime ustioni, non un fattore atipico eccezionale. Integra l'aggravante l'uso di una bottiglia anonima di plastica che maschera il liquido infiammabile e impedisce ogni reazione difensiva.
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Responsabilità sanitaria: niente risarcimento per danno da parto
Due genitori citavano la struttura ospedaliera per ottenere il risarcimento dei gravissimi danni neurologici sofferti dal figlio, nato prematuro da parto cesareo d'urgenza a seguito di distacco di placenta previa. I genitori sostenevano la sussistenza della responsabilità sanitaria per errata terapia farmacologica, gestione imprudente del parto e contrazione di una presunta infezione nosocomiale nel reparto neonatale, successivamente sottoposto a chiusura. La Corte di Appello ha respinto la domanda risarcitoria. I giudici hanno accertato che il danno cerebrale del neonato derivava da un'ipossia cronica intrauterina dovuta alla patologia placentare e non dall'operato dei medici. La Corte ha inoltre escluso il contagio ospedaliero per assenza di riscontri biologici sul neonato, condannando i genitori a pagare metà delle spese legali del secondo grado.
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Infezione nosocomiale e cause naturali: risarcimento dovuto
Una neonata prematura ha riportato una grave perdita dell'udito durante il ricovero ospedaliero. Il danno derivava sia da cause naturali legate alla nascita precoce, sia da una infezione nosocomiale batterica trattata con antibiotici. I giudici di merito avevano negato il risarcimento ai genitori perché la perizia tecnica non riusciva a calcolare con esattezza scientifica la percentuale esatta di colpa dell'ospedale rispetto alle patologie preesistenti. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione e ha chiarito una regola fondamentale. La presenza di patologie naturali non esclude la responsabilità della struttura medica se la condotta umana ha concorso al danno. Quando non è possibile separare matematicamente le singole quote di responsabilità, il giudice deve calcolare il danno biologico differenziale con criterio equitativo.
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Responsabilità professionale medica: la sentenza
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di una struttura sanitaria per responsabilità professionale medica a seguito di un'infezione contratta post-intervento. La decisione si fonda sull'accertata mancanza di profilassi adeguata e sulla diagnosi tardiva di un'endoftalmite, che ha causato la perdita della vista alla paziente.
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Responsabilità sanitaria infezione: risarcimento danni
Un paziente ha citato in giudizio una clinica a seguito di una grave infezione da Streptococcus pyogenes insorta dopo un intervento di osteotomia. Il Tribunale di Roma ha accertato la responsabilità sanitaria infezione di natura nosocomiale, condannando la struttura al risarcimento dei danni non patrimoniali. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte della clinica, dell'adozione di protocolli di sterilizzazione e prevenzione adeguati.
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Responsabilità medica: risarcimento per infezioni
La Corte d'Appello ha analizzato un caso di responsabilità medica riguardante un decesso avvenuto in seguito a un'infezione nosocomiale contratta dopo un intervento chirurgico. Sebbene l'infezione abbia accelerato l'exitus, la Corte ha confermato il risarcimento limitato poiché il paziente versava già in condizioni critiche e di incoscienza, escludendo il danno tanatologico e quello da lucida agonia.
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Infezione nosocomiale: responsabilità della struttura
Una struttura sanitaria appella una condanna per il decesso di una paziente a seguito di un'infezione nosocomiale post-operatoria. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la piena responsabilità della struttura. La decisione si fonda sulle conclusioni della consulenza tecnica, che ha evidenziato un danno iatrogeno durante l'intervento e una successiva terapia antibiotica inadeguata come cause dirette dello stato settico fatale, confermando il risarcimento per i familiari.
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