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Inferenza logica

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione della sorveglianza speciale: il finto malore non salva
Un uomo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale è stato condannato per aver violato le prescrizioni imposte. Durante un controllo di polizia presso l'abitazione autorizzata, l'uomo non ha risposto al citofono per oltre dieci minuti. La difesa ha sostenuto che l'assenza di risposta fosse dovuta a un improvviso malore, che avrebbe poi costretto il soggetto a rientrare in anticipo presso la propria residenza abituale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a un anno e due mesi di reclusione. I giudici hanno ritenuto logica la ricostruzione dell'assenza, poiché l'imputato non ha fornito alcuna prova medica del malore e non ne ha fatto menzione al commissariato il giorno successivo. La condotta integra pienamente il reato di violazione della sorveglianza speciale.
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Prova Indiziaria Furto: Condannato Senza Essere Visto sul Fatto
La Cassazione conferma una condanna per furto in abitazione basata su una solida prova indiziaria. L'imputato, pur non essendo stato colto in flagrante, è stato incastrato da una serie di elementi convergenti: la sua utenza telefonica agganciava le celle vicino alla casa svaligiata, il suo soprannome era emerso in un'intercettazione tra complici e, poco dopo il colpo, è stato fermato a bordo di un'auto con la refurtiva. I giudici hanno ritenuto che questi indizi, letti insieme, costituissero una prova logica e sufficiente della sua partecipazione al crimine, respingendo il ricorso della difesa. La sentenza sottolinea come la prova indiziaria del furto, se grave e precisa, abbia pieno valore legale.
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