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Indifferibilità

Definizione

Caratteristica di un'attività o di un intervento che non può essere rimandato. Nel contesto di un contratto di locazione, si riferisce a lavori urgenti e necessari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Legittimo impedimento: quando la visita medica non basta
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per porto abusivo di armi. La questione centrale riguardava il diniego di rinvio dell'udienza per un presunto legittimo impedimento del difensore, dovuto a una visita medica. La Suprema Corte ha stabilito che una visita di controllo non urgente, fissata dopo la comunicazione della data d'udienza e in assenza di prova dell'impossibilità di nominare un sostituto, non integra i requisiti di assolutezza e indifferibilità necessari per il rinvio.
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Rifiuto atti d’ufficio CTU: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per rifiuto atti d'ufficio di un consulente tecnico che non aveva depositato la perizia per anni. Il semplice ritardo, anche se prolungato, non basta a integrare il reato se non è provata l'urgenza e l'indifferibilità dell'atto, ovvero un concreto pregiudizio per le parti. Il caso è stato rinviato per valutare se sussista l'ipotesi di cui al secondo comma dell'art. 328 c.p.
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Rifiuto di atti d’ufficio: quando il ritardo è reato?
Un professionista, incaricato come curatore fallimentare e commissario liquidatore, viene accusato di rifiuto di atti d'ufficio per ritardi in due procedure concorsuali. Dopo qualificazioni giuridiche opposte tra primo e secondo grado, la Corte di Cassazione annulla la condanna. La Corte chiarisce che il semplice ritardo non integra il reato, in assenza del carattere di 'indifferibilità' dell'atto richiesto dal comma 1 dell'art. 328 c.p., o della formale diffida prevista dal comma 2, specialmente in contesti procedurali complessi e di lunga data.
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Ratio decidendi: appello inammissibile se non si contesta
Una società che gestiva un impianto sportivo ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento della società proprietaria per un ingente credito relativo a lavori di ristrutturazione. La richiesta è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la società ricorrente non ha contestato una delle ragioni autonome e decisive della sentenza d'appello (la cosiddetta ratio decidendi), ovvero la mancata prova dell'urgenza dei lavori. Tale omissione ha reso irrilevanti tutte le altre censure.
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