L'Imputata era stata condannata in appello per il reato di furto aggravato commesso nel marzo 2013. Contro tale decisione ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando vizi di motivazione e violazioni di legge. La Suprema Corte ha rilevato d'ufficio che, dal momento del fatto, era ormai decorso il termine massimo di sette anni e sei mesi. Di conseguenza, si è verificata la prescrizione del reato. Poiché il ricorso non era inammissibile e non emergevano prove evidenti di innocenza per un'assoluzione nel merito, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna. La prescrizione del reato prevale infatti sull'esame di altri vizi o nullità procedurali, portando all'immediata chiusura del processo senza alcuna conseguenza penale per l'imputata.
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