L'Imputato è stato condannato per la detenzione illegale di un fucile da guerra, importato clandestinamente, e di venti munizioni. La Corte di Appello ha ridotto la sanzione a un anno, sei mesi e venti giorni di reclusione. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la dosimetria della pena, ritenendo eccessivi gli aumenti applicati per la continuazione tra i reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la Corte territoriale ha motivato in modo corretto e dettagliato il calcolo della sanzione, rispettando i criteri di legge. Di conseguenza, l'Imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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