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Impiego Di Denaro Di Provenienza Illecita

Definizione

Reato previsto dall'art. 648-ter c.p. che punisce chiunque, non avendo concorso nel reato presupposto, impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Soldi del clan nell’edilizia: è impiego di denaro illecito
Un imprenditore edile ha ricevuto somme da esponenti di un clan mafioso per la compravendita di due immobili, impiegandole nella propria impresa. La difesa sosteneva la liceità dei fondi, asserendo che derivassero da un risarcimento assicurativo e che i pagamenti fossero tracciabili tramite assegni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di impiego di denaro di provenienza illecita, aggravato dall'agevolazione mafiosa. I giudici hanno chiarito che i rapporti decennali con il boss rendevano il costruttore consapevole dell'origine criminale delle risorse. La natura fungibile del denaro impedisce di separare fondi leciti da illeciti quando confluiscono nell'attività economica.
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Impiego di denaro di provenienza illecita: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare nei confronti della Cogestrice di un'azienda agricola di famiglia, accusata del reato di impiego di denaro di provenienza illecita. Le indagini hanno svelato che l'impresa aveva quadruplicato il fatturato riciclando capitali provenienti dal narcotraffico di soci occulti. La donna, pienamente consapevole della provenienza illecita dei fondi, gestiva attivamente l'attività e ordinava la distruzione dei documenti contabili in nero. La difesa contestava la gravità degli indizi e il pericolo di reiterazione del reato, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto logica e coerente la ricostruzione basata su intercettazioni e accertamenti finanziari, confermando la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impiego di denaro di provenienza illecita: il bonifico è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di impiego di denaro di provenienza illecita. L'imputato aveva effettuato consistenti bonifici bancari a favore di diverse società commerciali utilizzando fondi di origine illecita. La difesa sosteneva l'assenza di reato poiché i bonifici erano tracciabili e privi di finalità di occultamento. I giudici hanno invece chiarito che questo reato si configura anche in assenza di una specifica idoneità dissimulatoria, tipica del riciclaggio. Il trasferimento di fondi a imprese commerciali costituisce una condotta di reimpiego penalmente rilevante che altera la concorrenza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impiego di denaro illecito: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per impiego di denaro illecito nei confronti di un professionista che aveva investito somme provenienti da una famiglia dedita a truffe aggravate, mascherate da pratiche esoteriche. La sentenza chiarisce che per integrare il reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la generica consapevolezza dell'origine illecita dei fondi, provabile anche attraverso elementi indiziari come gli stretti legami con i truffatori e l'illogicità economica delle operazioni finanziarie.
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