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Imballaggi secondari e terziari

Definizione

Gli imballaggi secondari raggruppano più unità di vendita (es. il cartone che contiene più confezioni di un prodotto), mentre i terziari facilitano il trasporto di più unità (es. i pallet). Sono classificati come rifiuti speciali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

TARI imballaggi e parcheggi: limiti di sgravio e aree tassabili
Una società commerciale ha impugnato l'avviso di pagamento TARI contestando la tassazione delle aree destinate a imballaggi speciali e dei parcheggi gratuiti per i clienti. Il Comune difendeva l'assimilazione dei rifiuti secondari a quelli urbani e la natura operativa delle aree sosta. La Corte di Cassazione ha stabilito regole precise in materia di TARI imballaggi e parcheggi. I giudici hanno chiarito che i Comuni possono assimilare gli imballaggi secondari solo se attivano la raccolta differenziata. L'avvio al recupero autonomo garantisce riduzioni tariffarie sulla quota variabile ma non cancella la quota fissa. Inoltre, la Corte ha respinto la richiesta dell'azienda sui parcheggi: le aree di sosta per i clienti sono operative, favoriscono l'attività commerciale e rimangono soggette alla tassa sui rifiuti.
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Riduzione TARI Rifiuti Speciali: Smaltire non basta, serve prova
Un'azienda di logistica ha contestato un avviso di pagamento della TARI, sostenendo di smaltire in proprio i rifiuti speciali e di avere quindi diritto a un'agevolazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: per ottenere la riduzione TARI rifiuti speciali non è sufficiente smaltire autonomamente i rifiuti. L'azienda ha l'onere di provare di aver presentato una specifica istanza documentata al Comune e di dimostrare che i rifiuti rientrano nelle categorie che danno diritto alla riduzione, come gli imballaggi secondari o terziari. In assenza di queste prove formali, la tassa è interamente dovuta. Il Comune vince la causa.
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Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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