Una società realizza una complessa operazione finanziaria per beneficiare di un credito d'imposta figurativo. L'operazione, basata su un titolo il cui rendimento era legato al prezzo del petrolio, era strutturata per garantire sempre un guadagno grazie al beneficio fiscale, annullando ogni rischio reale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando la **Nullità per illiceità della causa** dell'intero schema. La Corte ha stabilito che lo scopo reale non era un investimento, ma unicamente un fraudolento risparmio d'imposta. Di conseguenza, l'operazione è stata considerata nulla e la società è stata condannata a pagare le imposte evase.
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