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Illecito concorrenziale

Definizione

Un comportamento scorretto da parte di un'impresa che danneggia un'altra azienda concorrente, violando i principi della correttezza professionale e le norme di legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concorrenza Sleale: Cassazione Annulla Sentenza, Indizi Non Bastano
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta concorrenza sleale e sviamento di clientela. Gli Agenti Generali avevano accusato i loro ex Subagenti di aver sottratto clienti dopo aver fondato una nuova società. I giudici di merito avevano riconosciuto l'illecito basandosi su presunzioni. La Cassazione ha accolto il ricorso dei Subagenti. Ha ritenuto che i giudici precedenti non avessero valutato correttamente la titolarità del mandato d'agenzia e avessero qualificato in modo errato l'intervento di una società. Soprattutto, ha stabilito che le prove presuntive utilizzate per dimostrare la concorrenza sleale non erano sufficientemente gravi, precise e concordanti. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Sviamento di Clientela: Accusa Senza Prove, Ricorso Inammissibile
Due ex subagenti assicurativi sono stati accusati di sviamento di clientela da parte della loro ex Azienda. L'Azienda lamentava che gli ex collaboratori avessero dirottato i clienti verso altre compagnie assicurative, usando dati riservati e causando numerose disdette. La Corte d'Appello aveva già escluso la prova presuntiva di questo illecito. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda. Non ha trovato prove sufficienti per dimostrare lo sviamento di clientela. I giudici hanno confermato che l'Azienda non ha fornito elementi decisivi per ribaltare la decisione precedente, condannandola a pagare le spese legali.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: perde la causa per un errore
Una nota casa di moda aveva citato in giudizio alcune aziende concorrenti per la commercializzazione illecita di prodotti con il suo marchio. Dopo la condanna nei primi gradi di giudizio, le aziende hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte, tuttavia, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione non entrando nel merito della questione. Il ricorso è stato respinto per gravi vizi formali: mancava una chiara esposizione dei fatti e mescolava in modo confuso diverse censure legali. Questo errore procedurale ha reso definitiva la condanna per le aziende concorrenti, che hanno perso la causa per una questione di forma e non di sostanza.
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