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Habitat domestico

Definizione

L'ambiente di vita abituale del minore, inteso come centro dei suoi affetti, interessi e consuetudini. La legge mira a proteggerlo per garantire stabilità al bambino dopo la separazione dei genitori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegnazione casa familiare: no se il figlio disabile non convive
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'assegnazione casa familiare figlio disabile. Un padre ricorre contro l'assegnazione dell'immobile alla ex moglie, poiché la figlia maggiorenne con grave disabilità non vive più con lei da anni, ma in una struttura residenziale. La Corte d'Appello aveva confermato l'assegnazione basandosi sulla mera possibilità di un futuro rientro della figlia. La Cassazione ribalta la decisione: l'assegnazione richiede una convivenza attuale e un legame concreto tra figlio, casa e genitore al momento della decisione. La speranza di un futuro rientro non è sufficiente. La causa torna in Appello per una nuova valutazione.
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Assegnazione casa familiare: l’interesse dei figli vince
Una madre, genitore collocatario, si vede revocare l'assegnazione della casa familiare a causa di presunti cattivi rapporti con i parenti dell'ex partner. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'assegnazione casa familiare deve basarsi esclusivamente sul superiore interesse dei figli a rimanere nel loro habitat. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice d'appello 'apparente' e contraddittoria, in quanto priva di prove concrete del pregiudizio per i minori. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Assegnazione casa coniugale: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19602/2023, ha confermato la revoca del provvedimento di assegnazione casa coniugale a una madre. La decisione si basa sull'accertata intenzione della donna di trasferirsi in un altro immobile, facendo venire meno il presupposto fondamentale della tutela dell'habitat domestico dei figli. La Corte ha chiarito che la valutazione di tale intenzione è una questione di merito, non sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
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