Un cittadino ha presentato domanda di ammissione al beneficio statale della difesa gratuita dichiarando di essere senza fissa dimora e privo di redditi per l'anno precedente. In realtà, nell'anno fiscale di riferimento, il richiedente conviveva con la madre titolare di una pensione. La difesa ha sostenuto che l'uomo fosse stato allontanato dalla casa familiare a seguito di una lite violenta. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per gratuito patrocinio e false dichiarazioni. I giudici hanno chiarito che il reddito rilevante è quello dell'ultimo anno fiscale scaduto, in cui la convivenza era ancora attiva, e che la deroga sul conflitto di interessi si applica solo nelle cause civili o penali che vedono opposti direttamente i familiari.
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