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Giudizio Di Pericolosità Sociale

Definizione

La valutazione che il giudice fa sul rischio che una persona possa commettere altri reati in futuro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Giudizio di pericolosità sociale: no al riesame delle prove
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato il giudizio di pericolosità sociale nei confronti di un soggetto, basandosi sulle prove raccolte. Il soggetto ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la ricostruzione dei fatti effettuata dai giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che in sede di legittimità non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove, a meno che la motivazione del provvedimento impugnato non sia palesemente illogica. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Giudizio di pericolosità sociale: salute contro condotta violenta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la sentenza d'appello. Il ricorrente contestava la funzionalità di un'arma e la valutazione sul giudizio di pericolosità sociale, ritenendo che si dovesse dare priorità alle sue condizioni di salute. I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione delle prove spetta solo ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione. Inoltre, la pericolosità sociale è stata correttamente desunta dalla condotta spregiudicata e da un precedente reato violento, elementi che prevalgono sullo stato di salute. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Permesso di soggiorno per motivi umanitari: accoglienza o diniego
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero che chiedeva il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il richiedente, originario dell'Egitto, viveva in Italia da tredici anni senza però aver mai svolto un'attività lavorativa stabile prima di essere ammesso all'affidamento in prova ai servizi sociali. La Suprema Corte ha chiarito che la misura alternativa della prova ha finalità rieducative e non dimostra da sola l'integrazione sociale. Inoltre, per ottenere la protezione, non basta invocare la difficile situazione generale del Paese d'origine, ma occorre dimostrare un rischio di vulnerabilità personale e specifico in caso di rimpatrio. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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