Definizione
Principio costituzionale secondo cui nessuno può essere sottratto al giudice che la legge ha designato come competente prima che il fatto da giudicare si sia verificato, a garanzia di imparzialità.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 50 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 76% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 7%
- Rigettato 12%
- Inammissibile 76%
- Altro 5%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 754%
- Penale Sez. 531%
- Penale Sez. 114%
Precedenti più richiamati
- Cass. 35779/2007in 5 provvedimenti
- Cass. S.U. 13687/2003in 21 provvedimenti
- Cass. 23962/2015in 10 provvedimenti
- Cass. 44570/2004in 3 provvedimenti
- Cass. 41694/2011in 4 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
L'Imputata ha chiesto di trasferire il processo penale pendente a suo carico a una diversa sede giudiziaria. La parte richiedente ha lamentato ragioni di parzialità locale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rimessione del processo per vizi formali e infondatezza sostanziale. L'Imputata non ha notificato l'istanza alle altre parti nei termini stabiliti dal codice di rito penale. Inoltre, la richiedente non ha provato alcuna grave anomalia ambientale esterna idonea a condizionare i magistrati della sede originaria. L'istituto della rimessione deroga al principio costituzionale del giudice naturale e richiede un rigore eccezionale. I Supremi Giudici hanno condannato l'Imputata a saldare le spese processuali e a versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Un imputato per reati commessi durante una manifestazione di piazza chiedeva lo spostamento della causa a un'altra sede giudiziaria. La difesa invocava la rimessione del processo lamentando un presunto clima di ostilità politica locale. L'accusa si basava su festeggiamenti interni di magistrati dell'accusa e sull'ammissione di enti locali come parti civili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta per due ragioni fondamentali. Sul piano formale, l'imputato non ha notificato l'istanza a tutte le parti civili costituite nel giudizio, violando le prescrizioni di legge. Sul piano sostanziale, le manifestazioni di pensiero e i canti intonati dai magistrati requirenti in un contesto circoscritto non costituiscono una grave turbativa ambientale esterna. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Un'assistente amministrativa di un liceo è stata condannata per responsabilità erariale dalla Corte dei Conti. Aveva svolto attività professionali di amministratrice condominiale e gestione immobiliare senza autorizzazione, omettendo di riversare i compensi all'amministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione della Corte dei Conti. Ha stabilito che il mancato versamento di tali compensi costituisce un danno erariale, anche se le attività sono state svolte prima dell'introduzione della norma specifica che lo prevede. La sentenza chiarisce che la norma ha natura ricognitiva, non innovativa, rafforzando la tutela delle finanze pubbliche.
Continua »
Una Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso da un Comune per il 2008, basato su una delibera comunale che fissava i valori delle aree edificabili. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto il ricorso, sostenendo che la Contribuente avrebbe dovuto impugnare direttamente la delibera. La Cassazione ha invece stabilito che il giudice tributario può operare la disapplicazione della delibera comunale ICI incidentalmente. Questo significa che i valori stabiliti dalla delibera sono solo una presunzione e il contribuente può dimostrare un valore inferiore. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione.
Continua »
Un imputato ha depositato una richiesta di rimessione del processo per legittima suspicione per trasferire il procedimento a un'altra sede giudiziaria. Il difensore ha però depositato l'istanza alcuni giorni dopo che la Corte di Appello aveva già emesso la sentenza conclusiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della sua totale tardività. Lo strumento della rimessione del processo serve a garantire il corretto svolgimento del giudizio e richiede tassativamente un procedimento ancora pendente. Essendosi ormai esaurito il potere decisionale del giudice d'appello, l'istanza è risultata inutile. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende per aver promosso un giudizio viziato da evidente colpa.
Continua »
Un Lavoratore, imputato per un reato ambientale, ha chiesto la **rimessione del processo** dal Tribunale di Gela ad un'altra sede giudiziaria. Ha sostenuto che i magistrati di Gela fossero prevenuti nei suoi confronti a causa di sue precedenti denunce e segnalazioni contro funzionari e membri delle Forze dell'Ordine. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ritenuto che la richiesta fosse tardiva e, soprattutto, infondata. I fatti addotti non dimostravano un concreto pericolo per l'imparzialità del giudizio, ma solo illazioni o sospetti non supportati da elementi oggettivi. La Corte ha ribadito che la rimessione è un rimedio eccezionale e non può basarsi su mere tensioni personali.
Continua »
Un Cittadino, imputato in un processo penale, ha chiesto la rimessione del processo dal Tribunale di Gela, sostenendo una mancanza di imparzialità dei giudici locali. Questa presunta ostilità derivava dalle sue precedenti denunce contro magistrati e forze dell'ordine per reati ambientali. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ribadito che la rimessione del processo è una misura eccezionale e richiede prove oggettive e concrete di un turbamento della serenità del giudizio, non bastando mere illazioni o sospetti.
Continua »
Un Cittadino ha chiesto la rimessione del processo penale, ovvero lo spostamento del suo caso ad un altro tribunale, sostenendo l'imparzialità del giudice. Ha basato la richiesta su meri sospetti e presunte minacce al suo difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile, ritenendo le motivazioni manifestamente infondate e insufficienti a dimostrare un legittimo sospetto. Il processo continuerà nella sede originale e il Cittadino dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
L'Imputato ha presentato istanza di rimessione del processo verso un'altra sede giudiziaria, lamentando fondati dubbi sull'imparzialità del magistrato giudicante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile e manifestamente infondata. Sotto il profilo formale, il richiedente non ha notificato l'atto alle altre parti processuali entro il termine perentorio di sette giorni dal deposito in cancelleria. Sotto il profilo sostanziale, la richiesta conteneva solo generici sospetti e illazioni, senza dimostrare alcun fatto concreto capace di turbare la serenità ambientale o l'imparzialità del tribunale. Tale carenza probatoria impedisce qualsiasi deroga al principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge. Di conseguenza, i giudici hanno respinto la domanda e condannato l'istante al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Due imputate per diffamazione hanno chiesto la **rimessione del processo**, cioè lo spostamento del caso a un altro tribunale. Hanno sostenuto che il clamore mediatico e il possibile coinvolgimento indiretto del giudice locale avrebbero compromesso l'imparzialità del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ribadito che la rimessione del processo è una misura eccezionale. Richiede prove concrete di parzialità, non solo valutazioni soggettive o il clamore mediatico. Le imputate sono state condannate a pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
Un imputato per reati societari e fallimentari ha chiesto il trasferimento del procedimento penale a una sede diversa. L'istante lamentava un presunto condizionamento dell'organo giudicante dovuto alla forte eco mediatica e a passate vicende interne al tribunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di rimessione del processo. La difesa non ha allegato la prova della notifica della richiesta alle altre parti processuali entro i termini di legge. I giudici hanno inoltre ribadito che il semplice clamore della stampa e i timori soggettivi non provano alcuna grave situazione locale che mini la terzietà dell'ufficio giudicante. Di conseguenza, il richiedente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro.
Continua »
La Ricorrente ha presentato istanza per ottenere la rimessione del processo penale a un'altra sede giudiziaria, lamentando un presunto difetto di imparzialità del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta, evidenziando che l'istanza si basava su semplici sospetti e congetture personali, senza indicare elementi concreti capaci di compromettere la serenità del giudizio. I giudici hanno ribadito che la rimessione del processo rappresenta una deroga eccezionale al principio costituzionale del giudice naturale e non può fondarsi sul mero disaccordo rispetto ai provvedimenti adottati. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto il ricorso, condannando la parte richiedente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
L'Imputato ha presentato una richiesta di rimessione del processo per spostare il giudizio in un'altra sede, lamentando un presunto pregiudizio basato su vicende personali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza, poiché priva di elementi concreti che dimostrino un effettivo condizionamento dei giudici locali. Non basta richiamare vicende personali per derogare al principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge. Di conseguenza, la Corte ha respinto la richiesta e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della cassa delle ammende.
Continua »
Un cittadino ha richiesto la rimessione del processo lamentando l'inattività del Pubblico Ministero, che aveva proposto l'archiviazione di una denuncia per abuso d'ufficio e rifiuto d'atti d'ufficio senza svolgere indagini adeguate. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che la rimessione del processo è un istituto eccezionale che richiede una grave e concreta situazione ambientale esterna in grado di compromettere l'imparzialità dell'intero ufficio giudiziario. Semplici contestazioni sull'operato del singolo magistrato o sulla fondatezza delle accuse non giustificano lo spostamento della sede processuale. Di conseguenza, il richiedente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la sua istanza di ricusazione. L'imputato voleva ricusare un giudice chiamato a decidere su una precedente richiesta di ricusazione, sostenendo che quest'ultimo fosse incompatibile per aver già svolto funzioni di GIP e nel Tribunale del Riesame. La Suprema Corte ha confermato il divieto assoluto di ricusazione dei giudici chiamati a decidere su un'altra ricusazione, come stabilito dall'articolo 40, comma 3, del codice di procedura penale. Questa regola serve a evitare continui ritardi e lo stallo del processo. Di conseguenza, la ricusazione del giudice è stata ritenuta inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro un'Associazione Sportiva, contestando la natura commerciale delle sue attività e revocando le agevolazioni fiscali associazioni sportive per l'anno 2009. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Associazione. I giudici hanno chiarito che lo spostamento del processo dalla sezione staccata alla sede centrale non viola il principio del giudice naturale, trattandosi di riorganizzazione interna. Inoltre, la Corte ha confermato la revoca dei benefici fiscali: la semplice iscrizione al CONI o l'affiliazione alle federazioni non basta a dimostrare la natura dilettantistica dell'ente. È infatti indispensabile provare la gestione democratica dell'associazione, come la reale convocazione dei soci alle assemblee, elemento che nel caso specifico è mancato. L'Associazione perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese.
Continua »
Un uomo, condannato in due distinti processi per la detenzione di una pistola con matricola abrasa, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la violazione del principio del **ne bis in idem**. A suo dire, l'arma era la stessa in entrambi i casi e quindi non poteva essere processato due volte. La Corte Suprema ha respinto la sua richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: spetta all'imputato che solleva questa eccezione fornire la prova che i fatti dei due processi sono identici. In assenza di nuovi elementi probatori capaci di dimostrare l'unicità dell'arma, la precedente valutazione dei giudici resta valida e le due condanne sono legittime.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di un imputato di trasferire il proprio processo presso un'altra sede. La decisione si fonda sulla totale assenza di specificità della domanda. Un'istanza di rimessione generica, che non indica in modo puntuale e rigoroso i motivi concreti per cui si dubita dell'imparzialità del giudice, non può essere accolta. Questo strumento processuale è eccezionale e deroga al principio del giudice naturale. Di conseguenza, il suo utilizzo richiede un'argomentazione dettagliata e non semplici affermazioni. Il richiedente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Un imputato, dopo essere stato espulso dall'aula per aver contestato un testimone, chiedeva la rimessione del processo, sostenendo che il giudice non fosse imparziale. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale: la rimessione del processo si applica solo per gravi situazioni esterne che minacciano l'imparzialità (es. pressioni ambientali), non per fatti interni alla dinamica processuale come la gestione dell'udienza da parte del giudice. Tali comportamenti, infatti, rientrano nella normale dialettica del processo. Di conseguenza, la richiesta è stata dichiarata inammissibile e l'imputato condannato a pagare una sanzione di 5.000 euro.
Continua »
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice circostanza che la persona offesa in un processo penale lavori come collaboratrice nella segreteria della Procura dello stesso Tribunale non è sufficiente per giustificare la rimessione del processo. Secondo i giudici, per spostare un processo è necessaria una 'grave situazione locale', ovvero un pericolo concreto e provato per l'imparzialità del giudice, non bastando il mero sospetto o la perplessità dell'imputato. La richiesta è stata quindi dichiarata inammissibile, confermando che la rimessione è uno strumento eccezionale da usare solo in casi di comprovata necessità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »