La Corte di Cassazione, con ordinanza del 21/06/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per riciclaggio e soppressione di atti. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o la congruità della pena, compiti esclusivi dei giudici di merito. Il ricorso è stato respinto perché i motivi sollevati miravano a una inammissibile 'rilettura' degli elementi probatori, confermando così la condanna e sanzionando la ricorrente con il pagamento delle spese e un'ammenda.
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