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Giudice Dell'Udienza Preliminare (G.U.P.)

Definizione

Il magistrato che, al termine delle indagini preliminari, valuta se esistono elementi sufficienti per mandare un imputato a processo oppure se archiviare il caso o emettere una sentenza di non luogo a procedere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio e spese
L'Imputato, dopo aver concordato la pena davanti al Giudice dell'Udienza Preliminare, ha presentato impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Successivamente, tramite il proprio difensore, ha depositato formale atto di rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del procedimento a causa della rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'Imputato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, determinata in misura ridotta proprio in virtù del tempestivo ritiro dell'impugnazione.
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Ricusazione del giudice: no se la sua valutazione è provocata
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di un imputato di concorso esterno in associazione mafiosa volta a ottenere la ricusazione del giudice. L'imputato sosteneva che il magistrato, nel negare la revoca di una misura cautelare, avesse anticipato un giudizio sulla sua colpevolezza. Secondo la Suprema Corte, però, la valutazione del giudice non costituisce un'anticipazione di giudizio se è una risposta necessaria e funzionale agli argomenti presentati dalla difesa stessa. In questo caso, l'imputato aveva introdotto il tema del suo presunto ruolo di vittima, costringendo il giudice a valutarlo. Pertanto, la richiesta di ricusazione del giudice è stata dichiarata inammissibile.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento per traffico di stupefacenti. La decisione si basa sui limiti tassativi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che consente l'impugnazione solo per vizi specifici, come l'erronea qualificazione giuridica o l'illegalità della pena, escludendo contestazioni generiche sulla violazione di legge.
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Sorveglianza speciale: 11 minuti bastano per la prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che un controllo di 11 minuti, con ripetute suonate al citofono e un cane che abbaia, è un lasso di tempo sufficiente a provare l'assenza ingiustificata della persona dalla propria abitazione, ritenendo illogica la motivazione del giudice di primo grado che lo aveva considerato troppo breve.
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