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Gestione Separata

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Provvedimenti

Iscrizione Gestione Separata: Abitualità vince sul Reddito Minimo
L'INPS ha contestato a un professionista l'omessa iscrizione alla Gestione Separata per attività professionale. I giudici di merito avevano escluso l'obbligo, ritenendo l'attività non abituale e il reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione. Ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata sorge per l'esercizio abituale di un'attività professionale, indipendentemente dal reddito. La soglia dei 5.000 euro rileva solo per le attività occasionali. La sentenza sottolinea che l'abitualità è una scelta del professionista, non una conseguenza del reddito. Il caso torna alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il pagamento di quote previdenziali non versate. La professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine quinquennale calcolato dalla scadenza ordinaria di giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito del giudizio di merito, accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che il termine iniziale di decorrenza si sposta in avanti quando un decreto governativo dispone la proroga generale dei versamenti fiscali e contributivi senza maggiorazione. Poiché la data utile per il pagamento era slittata a luglio per via della proroga legata ai soggetti soggetti a studi di settore, la diffida inviata dall'Ente a fine giugno risultava tempestiva. I giudici hanno quindi dichiarato il credito ancora riscuotibile e non prescritto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop a INPS
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per l'anno 2011. Il lavoratore ha eccepito l'estinzione del credito per decorso del tempo. L'Istituto ha impugnato la decisione favorevole al professionista, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione fiscale integrasse un occultamento intenzionale del debito, idoneo a bloccare il decorso temporale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto. I giudici hanno chiarito che la semplice omissione formale della dichiarazione non comporta alcun automatismo di occultamento doloso. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata estingue la pretesa creditoria dell'Istituto, con condanna al pagamento delle spese legali a suo carico.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS vince in Cassazione
L'INPS ha chiesto a una lavoratrice, già dipendente, il pagamento di contributi previdenziali per la Gestione Separata relativi alla sua attività libero-professionale. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano escluso l'obbligo, ritenendo il diritto alla riscossione prescritto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha chiarito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ha anche specificato che il differimento dei termini di pagamento previsto dal DPCM 10.6.2010 si applica a tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale scelto.
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Prescrizione contributi INPS: la mancata compilazione non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un libero professionista. L'INPS aveva richiesto contributi del 2009 nel 2015, ma i giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione quinquennale. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse occultamento doloso, sospendendo la prescrizione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la semplice omissione, quando l'INPS aveva comunque accesso ai dati reddituali, non configura un occultamento doloso intenzionale. La prescrizione è stata quindi confermata.
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Contributi Gestione Separata: Prescrizione slitta, professionista condannato
Un professionista, iscritto all'albo degli avvocati ma senza versare alla propria cassa per basso reddito, è stato chiamato dall'INPS a pagare contributi alla Gestione Separata per gli anni 2006 e 2008. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritti i contributi del 2006, ma non quelli del 2008. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo la prescrizione contributi Gestione Separata anche per il 2008. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, anche se differita da DPCM, e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. L'atto INPS per il 2008 era quindi tempestivo.
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Iscrizione Gestione Separata: L’abitualità prevale sul reddito per i professionisti
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti. Ha stabilito che l'iscrizione dipende dall'effettiva abitualità dell'attività professionale, non solo dal reddito percepito. Un reddito inferiore a 5.000 euro è un indizio, non un'esclusione automatica. La Corte ha anche confermato che il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza del pagamento prorogata, anche per chi non era direttamente soggetto agli studi di settore. La sentenza è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla natura abituale dell'attività.
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Prescrizione Contributi INPS: L’INPS perde sul “dolo” omissivo
La Corte di Cassazione ha confermato la `prescrizione dei contributi INPS` per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2011, ma la richiesta era arrivata dopo il termine quinquennale. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi da parte della professionista costituisse un "occultamento doloso" del debito, che avrebbe dovuto sospendere la prescrizione. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che la semplice omissione non equivale a un occultamento intenzionale e che l'INPS stesso era a conoscenza dei redditi tramite la dichiarazione. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Gestione separata INPS avvocati: no con redditi sotto 5.000 euro
L'INPS richiedeva il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense per l'anno 2010. Il professionista aveva conseguito un reddito annuo inferiore a 5.000 euro svolgendo incarichi saltuari. L'ente previdenziale sosteneva l'obbligo automatico di contribuzione basandosi sulla sola iscrizione all'albo e sul possesso di partita IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che l'iscrizione Gestione separata INPS non scatta in automatico. La semplice iscrizione all'albo non dimostra l'esercizio abituale della professione. L'ente deve provare l'effettiva continuità dell'attività. Sotto i 5.000 euro annui di lavoro occasionale, il professionista non deve versare alcun contributo.
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Prescrizione Contributi INPS: L’Omissione non è Occultamento Doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata. L'Istituto di Previdenza aveva richiesto il pagamento di contributi del 2007, ma il credito era stato dichiarato prescritto dalla Corte d'Appello, essendo trascorsi più di cinque anni dalla scadenza. L'Istituto ha sostenuto che l'omessa compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso, sospendendo la prescrizione. Tuttavia, la Cassazione ha ribadito che la semplice omissione non equivale automaticamente a occultamento doloso. Il ricorso dell'Istituto è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione e la vittoria del lavoratore.
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Prescrizione Contributi INPS: La Mancata Compilazione non è Dolo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un professionista. L'INPS contestava la prescrizione, sostenendo che la mancata compilazione del 'quadro RR' nella dichiarazione dei redditi costituisse occultamento doloso, sospendendo il termine. La Corte ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento dei contributi (16 giugno 2008). Ha chiarito che la semplice omessa compilazione di un quadro fiscale non equivale automaticamente a dolo per occultare il debito, né sospende la prescrizione, a meno che non vi sia una prova concreta di intenzionalità fraudolenta. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop all’estinzione
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento della contribuzione dovuta per l'anno 2009 alla Gestione Separata. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per prescrizione, calcolando il termine quinquennale a partire dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010 e considerando tardiva la richiesta notificata il 1° luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal giorno di scadenza effettiva prorogato per legge, fissato nel caso specifico al 6 luglio 2010 per i soggetti collegati agli studi di settore. La richiesta del 1° luglio 2015 ha quindi interrotto tempestivamente il decorso del termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop con la proroga
L'Ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2010, iscrivendola d'ufficio alla cassa previdenziale. La contribuente ha ricevuto la richiesta di pagamento il 4 luglio 2016 e ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. I giudici di merito hanno accolto l'eccezione, ritenendo decorso il termine ordinario di giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Il termine iniziale per calcolare la prescrizione contributi Gestione separata coincide con la reale scadenza di pagamento fissata per i versamenti fiscali. Un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza ordinaria al 6 luglio 2011 per le categorie soggette a studi di settore. La richiesta dell'Ente, giunta il 4 luglio 2016, risulta quindi tempestiva e interrompe validamente il termine di prescrizione.
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Iscrizione Gestione Separata: Reddito basso non esclude l’obbligo
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l'Iscrizione Gestione Separata INPS dei professionisti. Un Avvocato non aveva versato i contributi, sostenendo che la sua attività fosse occasionale per via del reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata dipende dalla natura abituale dell'attività, non solo dal reddito. Inoltre, il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza prorogata, non da quella ordinaria. L'INPS ha vinto il ricorso e la causa tornerà in appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi: La Mancata Dichiarazione Non è Occultamento
Un professionista doveva versare contributi previdenziali alla Gestione Separata per l'anno 2011. L'INPS ha richiesto il pagamento dopo che erano trascorsi più di cinque anni. I giudici di merito hanno dichiarato la **prescrizione contributi previdenziali**, respingendo l'argomento dell'INPS secondo cui la mancata compilazione del Quadro RR della dichiarazione dei redditi costituiva occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che la semplice omissione dichiarativa non equivale a un occultamento intenzionale. Il professionista ha vinto la causa e l'INPS ha dovuto pagare le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi difensiva, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata alla data di notifica della richiesta di pagamento del 4 luglio 2016. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. Il termine quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria di giugno, ma dal termine prorogato a luglio dai decreti governativi per i versamenti tributari e contributivi. La notifica effettuata prima della scadenza prorogata ha interrotto validamente i termini, rendendo dovute le somme richieste.
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Contributi INPS: La Prescrizione Gestione Separata e le Proroghe
Un professionista non aveva versato i contributi INPS alla gestione separata per l'anno 2009. L'INPS ha chiesto il pagamento nel 2015. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione contributi gestione separata, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che un decreto (d.P.C.M.) aveva prorogato il termine di versamento dei contributi 2009 al 7 luglio 2010. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale iniziava a decorrere da questa data successiva. L'azione dell'INPS era quindi tempestiva. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: reddito basso e quadro RR
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi alla Gestione Separata per attività svolta nel 2010. La professionista ha contestato, sostenendo che la sua attività era occasionale, dato il basso reddito (inferiore a 5.000 euro), e che i contributi erano caduti in prescrizione. La Corte d'Appello le ha dato ragione. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che un reddito basso può indicare un'attività occasionale e che la mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi non costituisce un doloso occultamento del debito tale da sospendere la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. L'Istituto ha perso il ricorso.
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Iscrizione Gestione separata INPS: stop ai contributi senza prova
L'INPS ha richiesto ad un avvocato il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2009, imponendo l'iscrizione Gestione separata INPS. Il professionista, pur essendo iscritto all'Albo, non era iscritto alla Cassa Forense per via del reddito annuo inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'obbligo contributivo nasce solo in presenza di un esercizio abituale della professione. L'ente previdenziale ha l'onere di provare la continuità dell'attività svolta, poiché l'iscrizione all'Albo non genera alcuna presunzione automatica di abitualità. Essendo l'accertamento dell'abitualità una questione di fatto non dimostrata dall'Istituto, i contributi pretesi non sono dovuti e l'INPS è stato condannato alle spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: il quadro RR non basta per l’occultamento
L'Istituto Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a un Professionista per gli anni 2009-2011. Il Professionista non aveva compilato interamente il 'quadro RR' nella sua dichiarazione dei redditi. L'Istituto ha sostenuto che questa omissione costituiva un 'doloso occultamento' del debito, tale da sospendere la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento. La semplice mancata compilazione del 'quadro RR' non prova automaticamente l'intenzione di nascondere il debito. L'Istituto ha perso la causa.
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