Un consumatore acquista un'auto usata che manifesta gravi difetti al motore. Ottiene in tribunale un risarcimento di circa 750 euro. L'Azienda venditrice si oppone, contestando sia la competenza del tribunale sia la prova del difetto, sorto a suo dire dopo i 6 mesi previsti dalla legge per la presunzione di colpa. La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso dell'Azienda, dichiarandolo inammissibile per vizi procedurali nella presentazione dell'appello. La sentenza conferma la condanna del venditore e rafforza i principi sulla garanzia auto usata, dimostrando che gli errori formali nella difesa possono essere fatali, a prescindere dalla fondatezza delle proprie ragioni.
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