L'Imputato è stato condannato per il reato di furto di legna aggravato e porto abusivo di armi, per essersi introdotto in un bosco pubblico protetto, aver abbattuto alberi di quercia con una motosega e aver caricato la legna sulla propria auto, oltre a possedere un coltello da cucina. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'uomo. I giudici hanno chiarito che il furto di legna si considera consumato e non solo tentato nel momento in cui il colpevole acquisisce il controllo temporaneo della merce caricandola sul veicolo, anche prima di allontanarsi. Inoltre, l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede si applica anche agli alberi nati spontaneamente, poiché la loro esposizione deriva dalla natura stessa del bene e non richiede un'azione intenzionale del proprietario. L'Imputato perde il ricorso e deve pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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