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Fittizia intestazione di beni

Definizione

Attribuzione fittizia a terzi della titolarità o disponibilità di beni o attività commerciali per eludere le disposizioni di legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Trasferimento fraudolento di valori: reato del 2010 prescritto
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la misura cautelare dell'obbligo di dimora applicata a un indagato, accusato del reato di trasferimento fraudolento di valori. L'indagato gestiva di fatto un'agenzia di scommesse formalmente intestata a una prestanome per evitare misure di prevenzione patrimoniale. La Suprema Corte ha confermato la gravità degli indizi di colpevolezza, basati su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulla prescrizione del reato. I giudici hanno chiarito che il trasferimento fraudolento di valori è un reato istantaneo con effetti permanenti, che si consuma nel momento dell'intestazione fittizia (avvenuta nel 2010). Poiché non vi sono state successive operazioni di schermatura o modifiche societarie, il reato si è prescritto prima dell'applicazione della misura, determinando la revoca immediata di ogni restrizione per l'indagato.
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Fittizia intestazione di beni: sequestro confermato senza novità
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di quote societarie e beni immobili intestati a due società. Il provvedimento era stato emesso per il reato di fittizia intestazione di beni a carico di un soggetto già condannato per bancarotta. I familiari del condannato hanno chiesto il dissequestro, sostenendo che i beni appartenessero a un parente estraneo alle indagini. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che la questione era già stata decisa in precedenza. In assenza di elementi di novità, opera il principio del giudicato cautelare, che impedisce di ridiscutere i medesimi argomenti. Di conseguenza, il sequestro dei beni rimane confermato.
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Fittizia intestazione di beni: l’acquisto finto perde l’immobile
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un immobile oggetto di una fittizia intestazione di beni. Un uomo, condannato per usura, aveva ideato un complesso schema societario per intestare fittiziamente un fabbricato a una prestanome, amministratrice di una nuova società. L'obiettivo era evitare possibili misure di prevenzione patrimoniale. Attraverso una partita di giro, i canoni di locazione dell'immobile venivano utilizzati dalla società acquirente per pagare l'acquisto del bene stesso, mentre il conto della società venditrice veniva svuotato a favore del reale proprietario. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società acquirente, evidenziando la solidità delle prove raccolte dai giudici di merito e l'assoluta genericità delle contestazioni difensive. Di conseguenza, il sequestro dell'immobile rimane confermato e la società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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