La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza di convalida del fermo di un cittadino straniero accusato di spaccio. Il giudice di merito aveva convalidato la misura ritenendo sussistente il pericolo di fuga a causa dello stato di irregolarità dell'indagato e della mancanza di legami stabili. Tuttavia, la Cassazione ha rilevato che l'indagato, nonostante avesse ricevuto un precedente decreto di espulsione con l'ordine di lasciare l'Italia entro sette giorni, era rimasto nello stesso territorio per oltre due mesi prima di essere nuovamente fermato. Questa condotta smentisce concretamente l'ipotesi di una volontà di scappare. Di conseguenza, la Suprema Corte ha stabilito che il pericolo di fuga non può essere presunto in modo astratto o basato solo sullo status di irregolare, ma deve fondarsi su elementi concreti e reali.
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