La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a nove mesi di reclusione per un intermediario accusato di favoreggiamento della permanenza illegale di un cittadino straniero in Italia. L'intermediario, insieme a un finto datore di lavoro, aveva intascato settemila euro per presentare una falsa domanda di assunzione finalizzata a ottenere il permesso di soggiorno. La difesa ha contestato l'utilizzo di alcune testimonianze e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che i motivi di impugnazione erano generici e non si confrontavano con le solide prove raccolte nei gradi precedenti, tra cui la testimonianza diretta di un testimone oculare. L'intermediario è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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