Un cittadino è stato condannato per il reato di falsa dichiarazione patrocinio gratuito dopo aver omesso di indicare i redditi percepiti dalla madre convivente nella propria istanza. L'imputato ha tentato di giustificare l'omissione sostenendo di non essere a conoscenza dell'indennizzo INAIL ricevuto dalla donna per la scomparsa del marito, attribuendo l'errore a una semplice disattenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale omissione non può essere considerata colposa. Poiché l'indennizzo rappresentava l'unica entrata significativa dell'intero nucleo familiare, a fronte di soli lavori saltuari e irregolari del ricorrente, la consapevolezza della falsità è stata ritenuta evidente. La decisione ribadisce il rigore necessario nella richiesta di benefici statali, sanzionando il ricorrente anche con il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
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