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Exceptio inadimplenti non est adimplendum

Definizione

Espressione latina (art. 1460 c.c.) che indica l'eccezione di inadempimento. È uno strumento di autotutela che permette a una parte di un contratto di rifiutarsi di eseguire la propria prestazione se l'altra parte non esegue o non offre di eseguire contemporaneamente la propria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Servitù di presa d’acqua: no all’esclusione per spese non pagate
I comproprietari di un impianto idrico hanno escluso un vicino dall'utilizzo della pompa per l'acqua. Essi sostenevano che l'utente non avesse pagato le spese elettriche. Inoltre, la maggioranza dei vicini aveva modificato le regole di ripartizione dei costi, stabilendo una suddivisione in parti uguali invece che in base ai consumi reali prescritti dall'accordo originario. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi dei vicini. La Suprema Corte ha chiarito che la servitù di presa d'acqua è un diritto reale indivisibile. L'assemblea a maggioranza non può modificare una convenzione contrattuale senza l'unanimità. Inoltre, il mancato pagamento dei costi accessori per l'energia elettrica non comporta mai la perdita del diritto di attingere acqua o l'esclusione dall'impianto comune.
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Diritto di ritenzione: cantiere bloccato e risarcimento danni
Un ente pubblico ha sciolto un contratto di appalto per la costruzione di alloggi. L'impresa ha rifiutato di restituire il cantiere per oltre quattro anni, invocando il diritto di ritenzione a causa del mancato pagamento dei lavori svolti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, stabilendo che il diritto di ritenzione è una misura eccezionale non applicabile per analogia all'appaltatore che opera su suolo altrui. Inoltre, l'eccezione di inadempimento non giustifica il blocco della restituzione del cantiere dopo lo scioglimento del contratto, poiché la riconsegna è un effetto automatico della fine del rapporto e non una controprestazione. L'impresa è stata condannata a risarcire i danni per il ritardo.
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Eccezione di inadempimento: quando non si applica?
Una società concessionaria di pubblicità si opponeva al pagamento di un minimo garantito a una catena di cinema, sollevando l'eccezione di inadempimento per la violazione della clausola di esclusiva da parte di quest'ultima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che l'obbligo di versare il minimo garantito era un'obbligazione autonoma e incondizionata. Pertanto, l'eccezione di inadempimento non poteva essere validamente opposta per paralizzare una richiesta di pagamento così pattuita, rendendo legittima l'escussione della garanzia bancaria.
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Risoluzione contratto preliminare: ipoteca non svelata
Un promissario acquirente ha richiesto la risoluzione del contratto preliminare dopo aver scoperto un'ipoteca sull'immobile non dichiarata dai venditori. Il Tribunale ha accolto la domanda, dichiarando la risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento dei promittenti venditori. Questi ultimi sono stati condannati a restituire la caparra e a risarcire i danni emergenti subiti dall'acquirente, come le spese di mediazione e perizia.
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