LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Eventus Damni

Pagina 10 di 25

Provvedimenti

Azione revocatoria: conferisce beni a una società, la banca vince
Alcuni fideiussori, per proteggere i loro beni immobili da una banca creditrice, prima costituiscono diritti di abitazione e uso tra familiari, poi conferiscono gli stessi beni in una società immobiliare di nuova costituzione. La banca agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali operazioni. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dando ragione alla banca. La Suprema Corte stabilisce che anche il conferimento di beni in una società, pur a fronte dell'acquisto di quote, può costituire un pregiudizio per il creditore, rendendo più difficile e incerto il recupero del credito. L'appello dei debitori viene dichiarato inammissibile, consolidando il successo dell'azione revocatoria.
Continua »
Azione Revocatoria: Vende Casa ma la Banca Annulla l’Atto
Una coppia di debitori vende la nuda proprietà di un appartamento a un familiare. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria per rendere la vendita inefficace nei suoi confronti. I debitori si difendono sostenendo che un successivo piano di ristrutturazione del debito della loro azienda avrebbe comunque soddisfatto la banca. La Corte di Cassazione dà ragione alla banca, stabilendo un principio chiave: il danno per il creditore (eventus damni) va valutato al momento in cui l'azione revocatoria viene avviata. Un futuro e incerto piano di rientro non può sanare un atto che, al momento del compimento, ha ridotto le garanzie del creditore. La vendita resta quindi inefficace verso la banca.
Continua »
Azione Revocatoria: Debitori vendono casa, la Cassazione rinvia
Una banca ha agito contro alcuni fideiussori che avevano venduto i propri immobili, rendendo difficile il recupero di un ingente credito. L'istituto ha utilizzato l'azione revocatoria per rendere inefficaci tali vendite, sostenendo che fossero state fatte in frode ai suoi diritti. La Corte di Cassazione, tuttavia, non si è pronunciata sul merito della questione. Ha invece rinviato la causa a una nuova udienza a causa di un vizio di procedura: la mancata comunicazione della data di discussione ai difensori. La decisione finale sull'efficacia delle vendite è quindi sospesa, in attesa che il processo riprenda nel pieno rispetto del diritto di difesa.
Continua »
Azione revocatoria fondo patrimoniale: ex amministratore perde tutto
Un ex amministratore di una società, poi fallita, aveva costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. La società fallita ha agito contro di lui per i danni derivanti dalla sua cattiva gestione. La Cassazione ha confermato che l'azione revocatoria del fondo patrimoniale è legittima. Il principio chiave è che, se il fondo viene creato dopo l'insorgere del debito (in questo caso, dopo gli atti di mala gestio) e svuota l'intero patrimonio del debitore, si presume sia la consapevolezza di danneggiare i creditori sia il danno effettivo. Di conseguenza, il fondo è inefficace e i creditori possono aggredire i beni al suo interno.
Continua »
Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: la Cassazione sta col creditore
Una Banca ha agito contro una Garante che, insieme al marito, aveva costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione revocatoria fondo patrimoniale promossa dalla Banca. I giudici hanno stabilito un principio chiave: il credito, ai fini della revocatoria, sorge al momento della firma della garanzia (fideiussione), non quando il debito viene richiesto. Di conseguenza, la costituzione del fondo, avvenuta dopo la fideiussione, è stata considerata un atto successivo e pregiudizievole. La consapevolezza della Garante di danneggiare la Banca è stata dedotta dal suo ruolo di socia nella società debitrice e dalla tardiva creazione del fondo, a 40 anni dal matrimonio. La Banca vince e può aggredire i beni del fondo.
Continua »
Azione Revocatoria e Ipoteca: Banca Perde, il Rent to Buy è Salvo
Una banca, creditrice garantita da un'ipoteca su un immobile, agisce in giudizio per rendere inefficace un successivo contratto di 'rent to buy' stipulato dal proprietario del bene. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul rapporto tra azione revocatoria e ipoteca. Se l'ipoteca è stata iscritta prima dell'atto contestato, il creditore è già pienamente tutelato. L'ipoteca, infatti, gli consente di pignorare il bene anche se concesso a terzi. Di conseguenza, manca il presupposto del 'danno' (eventus damni) necessario per l'azione revocatoria, che risulta quindi infondata. La banca perde la causa perché la sua garanzia reale era già sufficiente e prevalente.
Continua »
Azione revocatoria: vende i beni ma la Cassazione lo blocca
Una società debitrice vende i suoi unici due immobili mentre è in corso una causa con un creditore. Una volta ottenuto il riconoscimento del credito, il creditore agisce con l'azione revocatoria per rendere inefficaci le vendite. La società si difende sostenendo di aver venduto per pagare un vecchio debito, ma la Cassazione le dà torto. La Corte stabilisce che la vendita di un bene per procurarsi liquidità non è un 'atto dovuto' e quindi è revocabile. Inoltre, chiarisce che il rilascio di cambiali non estingue il debito originario, ma è solo una promessa di pagamento. Vince il creditore: le vendite sono inefficaci e lui potrà pignorare gli immobili.
Continua »
Azione revocatoria: vendita a catena di aziende per frodare i creditori
Una società creditrice agisce contro la sua debitrice che aveva ceduto un ramo d'azienda a un'altra società. La Cassazione ha confermato che l'azione revocatoria ordinaria è valida anche quando l'atto impugnato è solo uno di una serie di operazioni collegate, realizzate in un breve periodo, con il fine comune di svuotare il patrimonio del debitore. Non è necessario che il singolo atto comprometta totalmente le finanze del debitore; è sufficiente che renda il recupero del credito più incerto o difficile. La Corte ha ritenuto che la cessione fosse parte di un disegno fraudolento, rendendola inefficace nei confronti del creditore, che ora può aggredire quel bene per soddisfare il suo credito.
Continua »
Azione revocatoria e subentro curatore: vittoria senza insinuazione
Una società acquirente di un immobile si opponeva a un'azione revocatoria, sostenendo che il curatore fallimentare, subentrato nella causa iniziata da un creditore, dovesse provare l'ammissione del credito al passivo fallimentare. La Cassazione ha respinto questa tesi. Ha stabilito un principio chiave sull'azione revocatoria e subentro del curatore: il curatore non è tenuto a dimostrare l'avvenuta insinuazione al passivo del credito originario. È sufficiente provare che il credito esisteva prima dell'atto di vendita contestato. L'azione del curatore è una continuazione di quella del singolo creditore e si estende a beneficio di tutta la massa dei creditori. L'acquirente ha perso la causa.
Continua »
Mutuo per vecchi debiti: non è novazione oggettiva, vince la Banca
Una società, poi fallita, aveva stipulato un mutuo ipotecario con una banca per estinguere debiti preesistenti verso lo stesso istituto. Il Fallimento ha contestato l'operazione, sostenendo si trattasse di una novazione oggettiva nulla o di un atto da revocare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: per aversi novazione oggettiva non basta sostituire un debito con un altro, ma serve la volontà inequivocabile delle parti di estinguere il rapporto precedente ('animus novandi'). In questo caso, l'intento era solo quello di ripianare le passività esistenti, non di creare un'obbligazione del tutto nuova. Di conseguenza, l'operazione è stata ritenuta valida e il credito della banca ammesso al passivo del fallimento.
Continua »
Mutuo per coprire debiti: la revocatoria ordinaria non è automatica
Una banca concede un mutuo ipotecario a un'azienda sua cliente, ma l'importo serve solo a estinguere un precedente debito non garantito (scoperto di conto). Dopo il fallimento dell'azienda, la curatela contesta l'operazione. La Cassazione si è pronunciata sulla revocatoria ordinaria del mutuo ipotecario, stabilendo un principio fondamentale: non basta dimostrare che il mutuo ha trasformato un debito chirografario in uno privilegiato. Per ottenere la revoca, la curatela deve provare in modo specifico l' 'eventus damni' (il danno concreto per gli altri creditori), dimostrando la consistenza dei loro crediti, la loro anteriorità rispetto all'atto e il peggioramento effettivo del patrimonio del debitore. La motivazione del giudice precedente è stata ritenuta insufficiente su questo punto.
Continua »
Azione revocatoria: mutuo per coprire debiti? La Cassazione annulla
Una banca eroga un mutuo ipotecario a un'azienda per estinguere un suo precedente scoperto di conto. Poco dopo, l'azienda fallisce. Il curatore fallimentare contesta l'operazione, che ha trasformato un debito semplice in uno privilegiato, violando la parità di trattamento tra creditori. La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'azione revocatoria ordinaria, annullando la decisione del tribunale. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha commesso un errore, confondendo i presupposti della revocatoria ordinaria con quelli della revocatoria fallimentare, che sono diversi e non interscambiabili. La causa dovrà quindi essere riesaminata.
Continua »
Azione revocatoria: vende a sé stesso, il Fisco annulla tutto
Un imprenditore, in difficoltà economiche, prima risolve un contratto di affitto d'azienda con una società a lui collegata e poi vende a un'altra sua società gli immobili in cui si svolgeva l'attività. L'Agente della Riscossione agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali operazioni. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dando ragione al creditore. La Corte ha ritenuto che la serie di atti, pur formalmente distinti, facesse parte di un unico disegno finalizzato a sottrarre i beni alla garanzia dei creditori. L'azione revocatoria ha quindi successo, poiché le operazioni hanno di fatto svuotato il patrimonio del debitore a danno del Fisco.
Continua »
Azione Revocatoria: Banca Compra da Azienda Fallita, Vendita Annullata
Una banca acquista un opificio da un'azienda in grave dissesto finanziario, che poco dopo fallisce. Il curatore fallimentare agisce in giudizio con un'azione revocatoria ordinaria per annullare la vendita. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dando ragione al Fallimento. La Corte stabilisce che il danno per i creditori (eventus damni) non è solo la diminuzione del patrimonio, ma anche la sua trasformazione da un bene immobile (difficile da nascondere) a denaro (facile da disperdere). Inoltre, la Corte ha ritenuto provata la consapevolezza della banca (participatio fraudis) riguardo al danno che l'operazione avrebbe causato ai creditori dell'azienda venditrice. Di conseguenza, la vendita è stata dichiarata inefficace.
Continua »
Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: Vince il Debitore in Cassazione
Due garanti costituiscono un fondo patrimoniale per proteggere i loro immobili. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria del fondo patrimoniale, sostenendo che l'atto pregiudica il recupero del credito. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: la consapevolezza del debitore di arrecare un danno ('scientia damni') non può essere presunta solo perché ignorava una regola giuridica. Deve essere provata in modo effettivo. I giudici devono accertare se il debitore, al di là di eventuali errori di valutazione legale, fosse concretamente convinto di non danneggiare il creditore grazie ad altri beni. La Corte annulla la precedente decisione, accogliendo le ragioni dei debitori e rinviando il caso a un nuovo esame.
Continua »
Azione Revocatoria Conferimento: Immobili alla Newco, Debito Salvo?
Un'azienda con debiti fiscali trasferisce un ingente patrimonio immobiliare a una nuova società da essa interamente controllata. L'Agenzia delle Entrate agisce con un'azione revocatoria conferimento, sostenendo che tale operazione pregiudica la riscossione del credito. Sebbene il patrimonio del debitore non diminuisca numericamente (agli immobili si sostituiscono le quote della nuova società), la Corte d'Appello ha ritenuto che la trasformazione di beni stabili in quote societarie, più volatili e difficili da aggredire, costituisca un danno per il creditore ('eventus damni'). La Cassazione, data la rilevanza della questione, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per stabilire un principio di diritto chiaro.
Continua »
Azione Revocatoria: Vendita Annullata Anche con Ipoteche
Una società creditrice ottiene la vittoria in Cassazione con un'azione revocatoria ordinaria contro la vendita di alcuni immobili. I debitori, garanti di un prestito, avevano venduto i loro beni a un terzo. L'acquirente si era difeso sostenendo che gli immobili erano già gravati da ipoteche e di non essere a conoscenza del danno arrecato al creditore. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la presenza di ipoteche non esclude automaticamente il pregiudizio per altri creditori. Inoltre, ha confermato che la consapevolezza dell'acquirente può essere provata anche tramite presunzioni, rendendo la vendita inefficace nei confronti della società creditrice. L'acquirente ha perso la causa.
Continua »
Azione revocatoria: vince il creditore anche se l’interesse sorge dopo
Un debitore aveva vincolato i propri beni in favore delle figlie per sottrarli all'esecuzione forzata di una società creditrice. Quest'ultima ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace tale atto. Il debitore si è difeso sostenendo che la creditrice non avesse un 'interesse ad agire' al momento dell'avvio della causa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del debitore, stabilendo che l'interesse a promuovere l'azione revocatoria può sorgere anche in corso di causa. Inoltre, ha condannato il debitore per lite temeraria, ritenendo il suo appello un mero tentativo di ritardare il pagamento. La società creditrice vince la causa.
Continua »
Azione Revocatoria: Vendita tra fratelli non ferma il creditore
Un fornitore avvia un'azione revocatoria contro un suo debitore che aveva venduto al proprio fratello gli unici immobili di sua proprietà. La difesa sosteneva che la vendita servisse a pagare altri creditori. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando inefficace la vendita nei confronti del fornitore. Il principio stabilito è che il rapporto di parentela fa presumere la consapevolezza del danno arrecato al creditore. L'azione revocatoria ha successo perché l'atto di vendita ha di fatto diminuito la garanzia patrimoniale, rendendo più difficile il recupero del credito.
Continua »
Azione revocatoria: quando manca il credito
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato il rigetto di un'azione revocatoria promossa da una società di cartolarizzazione contro un atto di donazione immobiliare. Sebbene sia stata riconosciuta la legittimazione della società, l'azione è fallita perché il credito originario era stato dichiarato estinto per compensazione in un separato giudizio definitivo. Senza un credito esistente, i presupposti dell'art. 2901 c.c. non risultano soddisfatti.
Continua »