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Eternit

Definizione

Materiale da costruzione composto da cemento e amianto, altamente nocivo per la salute e classificato come rifiuto pericoloso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Gestione illecita di rifiuti: condanna per amianto rimosso
Il Committente ha affidato la rimozione del tetto in eternit della sua casa a un'impresa edile non autorizzata. La Polizia Municipale ha accertato la rimozione dell'amianto prima dell'intervento della ditta specializzata, configurando una gestione illecita di rifiuti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il Committente e l'Appaltatore. I giudici hanno chiarito che il reato di gestione illecita di rifiuti è un reato comune, commettibile anche da chi non svolge questa attività professionalmente. Inoltre, la condotta non è occasionale se richiede un'organizzazione minima, come l'uso di mezzi idonei e il coinvolgimento di più persone. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la pena detentiva e pecuniaria per entrambi i soggetti.
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Discarica abusiva: quando l’accumulo diventa reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per il reato di discarica abusiva a carico di un privato che aveva accumulato rifiuti eterogenei su un terreno di circa 500 mq. La difesa sosteneva che la condotta dovesse essere qualificata come semplice deposito incontrollato, sanzionabile solo in via amministrativa per i non imprenditori. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che la pluralità dei conferimenti, l'eterogeneità dei materiali (tra cui amianto, elettrodomestici e detriti edili) e lo stato di degrado dell'area configurano la fattispecie penale di discarica abusiva. È stato inoltre chiarito che l'uso di lastre di amianto come coperture rurali, senza previa messa in sicurezza, non ne esclude la natura di rifiuto pericoloso.
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Revisione della condanna: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta di **revisione della condanna** presentata da un soggetto condannato per smaltimento illecito di amianto. Il ricorrente sosteneva l'esistenza di prove nuove, tra cui una visura camerale che attestava la sua mancanza di cariche sociali e una fattura di smaltimento emessa da terzi. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale ambientale colpisce chiunque compia materialmente l'azione illecita, rendendo irrilevante la qualifica formale. Inoltre, prove già valutate o vizi procedurali non dedotti tempestivamente non possono giustificare la revisione.
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