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Espulsione sostitutiva

Definizione

Misura di sicurezza che consente di sostituire la pena detentiva inflitta a un cittadino straniero con l'allontanamento dal territorio nazionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione sostitutiva della pena: quando la salute non la ferma
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato l'applicazione della misura dell'espulsione sostitutiva della pena nei confronti di un cittadino straniero. Il soggetto doveva espiare una pena residua inferiore a due anni, era privo di un regolare permesso di soggiorno e non presentava condizioni di salute incompatibili con il rimpatrio. Il condannato ha proposto ricorso per Cassazione lamentando vizi di motivazione e violazione di legge. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché le contestazioni sollevate riguardavano questioni di mero fatto già ampiamente e correttamente analizzate dal giudice di merito. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato il provvedimento di espulsione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: no ai ripensamenti sulla pena concordata
L'Imputato, condannato in primo grado per resistenza a pubblico ufficiale, ha ottenuto in secondo grado una riduzione della pena a un anno e otto mesi di reclusione tramite lo strumento del concordato in appello. Successivamente, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata sostituzione della pena detentiva con l'espulsione dal territorio dello Stato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'imputato non può rimettere in discussione la misura della pena dopo averla liberamente concordata con la pubblica accusa, qualora il giudice d'appello l'abbia ritenuta congrua. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione sostitutiva: guida all’appello penale
Un cittadino straniero è stato condannato per ingresso illegale a una sanzione pecuniaria, sostituita dal Giudice di Pace con l'espulsione dal territorio nazionale. La Corte di Cassazione ha chiarito che, qualora venga applicata l'espulsione sostitutiva, la sentenza non è ricorribile direttamente in Cassazione ma deve essere impugnata tramite appello. Questo perché la misura incide sulla libertà personale in modo più gravoso rispetto alla semplice ammenda, rendendo necessario un secondo grado di giudizio nel merito.
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Espulsione sostitutiva: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una espulsione sostitutiva di una pena pecuniaria nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sulla valutazione della pericolosità e del concreto rischio di fuga dell'imputato, elementi desunti dai suoi precedenti penali e dalla pregressa inottemperanza a provvedimenti di allontanamento. Secondo la Corte, una motivazione anche sintetica è sufficiente, purché logica ed esauriente nel dimostrare tali presupposti.
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