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Espulsione E Protezione Internazionale

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione e protezione internazionale: il no ai finti ritardi
Una cittadina straniera ha impugnato il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti, sostenendo che la procedura dovesse essere sospesa a causa di una presunta richiesta di asilo. Il Giudice di Pace ha respinto il ricorso, evidenziando come la donna avesse mostrato un comportamento meramente dilatorio, senza mai formalizzare la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici supremi hanno confermato che il rapporto tra espulsione e protezione internazionale non è automatico se la richiesta di asilo è solo uno stratagemma per prendere tempo. La ricorrente, infatti, non ha contestato la motivazione centrale della sentenza di merito, ovvero l'assenza di una reale e seria volontà di chiedere protezione.
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Espulsione e protezione internazionale: la Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione sostenendo che la sua domanda reiterata di protezione internazionale dovesse sospenderne l'efficacia. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il successivo ricorso inammissibile perché basato su questioni di fatto non sollevate correttamente nel precedente grado di giudizio, evidenziando l'importanza delle corrette procedure in materia di espulsione e protezione internazionale.
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Espulsione e protezione internazionale: cosa succede?
Un cittadino straniero, colpito da un decreto di espulsione per pericolosità sociale, presentava domanda di asilo. Il Giudice di Pace confermava l'espulsione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione. Il principio affermato è che la successiva richiesta di asilo sospende l'efficacia del provvedimento di espulsione e protezione internazionale fino alla decisione definitiva sulla domanda, impedendo al giudice di pace una valutazione autonoma nel merito.
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