La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente ordinanza. Il ricorrente aveva segnalato che, nonostante la vittoria in giudizio, la Corte aveva liquidato spese vive per soli 200 euro, a fronte di esborsi documentati per 701 euro (contributo unificato e bolli). Verificata la documentazione telematica, la Corte ha rettificato l'importo nel dispositivo, ribadendo che l'errata quantificazione delle spese sostenute può essere sanata tramite la procedura semplificata prevista dall'articolo 287 del codice di procedura civile.
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