Un professionista in pensione ha chiesto il ricalcolo della propria quota pensionistica maturata prima del 2003, contestando il regolamento della propria Cassa previdenziale. Il pensionato sosteneva che le nuove regole di calcolo violassero il principio del pro rata, riducendo illegittimamente l'importo spettante. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del regolamento della Cassa. I giudici hanno chiarito che il principio del pro rata non è assoluto e può essere bilanciato con l'esigenza di garantire l'equilibrio finanziario di lungo termine dell'ente e l'equità tra generazioni. Di conseguenza, la riforma del calcolo pensionistico, che ha ampliato il periodo di riferimento per la media dei redditi, è pienamente valida.
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