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Equa Riparazione Durata Processo

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Equa riparazione: la Cassazione unifica i tempi del processo, ma non per l’avvocato
Un Cittadino ha chiesto un'equa riparazione per la durata eccessiva di un processo. Dopo che lo Stato non ha pagato l'indennizzo iniziale, il Cittadino ha avviato un giudizio di ottemperanza. La Corte d'Appello ha calcolato la durata complessiva, ma il Cittadino ha contestato il metodo. La Cassazione ha stabilito che la fase cognitiva e quella esecutiva (inclusa l'ottemperanza) devono essere considerate unitariamente per l'equa riparazione durata processo, annullando la decisione della Corte d'Appello per un errore nel computo dei tempi. Ha invece respinto la richiesta del suo avvocato di ottenere un'equa riparazione in proprio, poiché la sua pretesa è accessoria.
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Equa riparazione durata processo: indennizzo confermato, ricorsi respinti
Una Cittadina ha chiesto l'equa riparazione per la durata irragionevole di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello ha riconosciuto un indennizzo di 2640 euro, ritenendo che la durata di sei anni fosse ragionevole secondo la normativa del 2012. La Cittadina ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la quantificazione dell'indennizzo e l'applicazione della sospensione feriale dei termini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale della Cittadina e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale del Ministero della Giustizia, confermando l'indennizzo già stabilito e compensando le spese legali. La sentenza ribadisce i criteri per l'equa riparazione durata processo.
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Equa riparazione durata processo: 400€/anno non è poco
Un Cittadino ha chiesto l'equa riparazione per la durata eccessiva di un processo civile, ottenendo un indennizzo di 4.000 euro per dieci anni di ritardo. Il Cittadino ha contestato l'importo, ritenendolo insufficiente e non conforme alla giurisprudenza europea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la quantificazione dell'equa riparazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito. La Corte ha ribadito che la Legge Pinto è compatibile con la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e che l'indennizzo di 400 euro per anno di ritardo non è irragionevole. La decisione finale ha confermato l'importo originario.
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Equa riparazione durata processo: no indennizzo se pagati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un creditore, integralmente soddisfatto nel corso di una procedura fallimentare entro un termine ragionevole, non ha diritto all'indennizzo per l'eccessiva durata del processo (legge Pinto). La Corte ha chiarito che, ai fini dell'equa riparazione durata processo, il termine finale per il calcolo si ferma al momento del pagamento completo. Poiché il creditore era stato pagato in cinque anni, non ha subito alcun pregiudizio indennizzabile, nonostante la procedura si sia protratta per oltre vent'anni.
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