Il caso riguarda un tifoso condannato per aver violato l'obbligo di firma (DASPO) durante una partita di calcio. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna e negato la particolare tenuità del fatto. Tuttavia, la sentenza d'appello conteneva gravissimi scambi di persona, riportando il cognome di un altro soggetto, indicando pene errate e attribuendo al tifoso precedenti penali specifici inesistenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la presenza di così tante incongruenze non costituisce un semplice errore materiale della sentenza, ma ne mina l'intera validità, rendendo dubbia la stessa riferibilità della decisione all'imputato. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo processo.
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