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Eccedenza IVA

Definizione

L'importo di IVA a credito che un'impresa matura quando l'IVA pagata sugli acquisti supera l'IVA incassata sulle vendite in un determinato periodo. Può essere detratta, portata a nuovo o chiesta a rimborso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso costi fideiussione IVA: il fisco deve pagare le spese
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente ha diritto al rimborso costi fideiussione IVA sostenuti per ottenere il rimborso di un credito d'imposta infrannuale. Nel caso specifico, l'Amministrazione Finanziaria aveva negato a una società la restituzione delle spese per la garanzia fideiussoria presentata per sbloccare il credito IVA del primo trimestre del 2010. La Cassazione ha chiarito che il diritto al rimborso di tali costi ha portata generale ed è volto a preservare l'integrità patrimoniale del contribuente, in linea con i principi del diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della società, annullando la decisione contraria dei giudici di merito e riconoscendo definitivamente il diritto al rimborso delle spese di garanzia.
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Definizione agevolata: stop al Fisco sul rimborso IVA
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva la restituzione di un rimborso IVA ritenuto indebito. Dopo le decisioni favorevoli alla contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del giudizio, concedendo tempo alla contribuente per perfezionare la domanda di sanatoria e depositare la relativa documentazione.
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Rimborso IVA: la dichiarazione non prova il credito
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una contribuente che richiedeva il Rimborso IVA basandosi esclusivamente sulla compilazione della dichiarazione annuale. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso per difetto di prova. Mentre i giudici di merito avevano dato ragione alla contribuente, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. La Corte ha stabilito che, sebbene l'esposizione del credito in dichiarazione sia necessaria per manifestare la volontà di ottenere il rimborso, essa non costituisce prova dell'esistenza del credito stesso. L'onere di provare i fatti costitutivi del diritto spetta sempre al contribuente.
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Rimborso IVA triennio: dichiarazione omessa lo nega
Una società si è vista negare il rimborso IVA triennio perché, pur avendo un'eccedenza di credito costante, aveva presentato in ritardo le dichiarazioni IVA dei due anni precedenti. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, chiarendo che la presentazione tempestiva di tutte e tre le dichiarazioni è un requisito formale obbligatorio per questa specifica procedura di rimborso. La sua assenza, dovuta alla presentazione tardiva, impedisce la richiesta, indipendentemente dall'esistenza sostanziale del credito.
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