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Dovere di lealtà e probità

Definizione

L'obbligo per le parti e i loro difensori di comportarsi con correttezza, buona fede e trasparenza durante tutto lo svolgimento della causa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità solidale negli appalti: tacere acconti costa caro
Un operaio ha lavorato in subappalto per diverse società committenti. Non avendo ricevuto lo stipendio dal datore di lavoro, poi fallito, ha chiesto il pagamento alle società committenti sfruttando la responsabilità solidale negli appalti. Nel frattempo, ha incassato una somma dal fallimento del datore, ma ha nascosto questo pagamento in giudizio, continuando a chiedere l'intera cifra. La Corte d'Appello ha ricalcolato il debito e ha compensato le spese legali per violazione del dovere di lealtà. La Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando che la responsabilità solidale non è una garanzia in senso tecnico per l'imputazione dei pagamenti e che il comportamento scorretto giustifica la compensazione delle spese di lite.
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Dovere di lealtà processuale: chi sbaglia a citare paga le spese
Alcuni comproprietari hanno citato in giudizio la vicina per la demolizione di opere costruite senza rispettare le distanze legali. In appello, i giudici hanno annullato la sentenza di primo grado perché non era stato chiamato in causa un comproprietario necessario. Tuttavia, la Corte d'Appello ha condannato la convenuta a pagare le spese del primo grado, ritenendo che avesse violato il dovere di lealtà processuale non segnalando subito la presenza del comproprietario. La Cassazione ha accolto il ricorso della convenuta, stabilendo che il dovere di lealtà processuale non impone a una parte di rimediare agli errori commessi dalla controparte nell'individuare i soggetti da citare in giudizio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ricorso per revocazione: quando l’insistenza diventa inammissibile
Il Promissario Acquirente e la Società Venditrice si scontrano sul trasferimento di alcuni immobili. Dopo una lunga serie di giudizi, il Promissario Acquirente propone un nuovo ricorso per revocazione contro una precedente decisione della Cassazione che aveva già deciso su una prima revocazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. L'impugnazione viola l'articolo 403 del codice di procedura civile, che vieta di proporre una revocazione contro una sentenza emessa all'esito di un precedente giudizio di revocazione. Inoltre, il ricorso è tardivo, essendo stato notificato ben oltre il termine di sei mesi previsto dalla legge. La Corte condanna il ricorrente alle spese e segnala il difensore al Consiglio dell'Ordine per l'uso di toni offensivi.
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