LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dosi ricavabili

Definizione

Il numero di singole porzioni di sostanza stupefacente destinate al consumo che si possono ottenere dalla quantità totale sequestrata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Legittimo impedimento del difensore: quando il rinvio è negato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale a carico di un uomo sorpreso a vendere marijuana in un parco. La difesa ha contestato il mancato rinvio dell'udienza d'appello per un concomitante impegno del legale e la mancata qualificazione del fatto come spaccio di lieve entità. I giudici hanno respinto il ricorso. Per quanto riguarda il legittimo impedimento del difensore, la richiesta di rinvio è stata giudicata tardiva e non documentata circa l'impossibilità di farsi sostituire da colleghi di studio. Sulla gravità del reato, la Corte ha confermato l'esclusione della lieve entità a causa delle modalità concrete dell'azione: lo spaccio avveniva in un parco pubblico, la droga era già suddivisa in dieci dosi e l'imputato possedeva denaro contante, elementi che dimostrano un'attività organizzata e non occasionale.
Continua »
Detenzione ai fini di spaccio: la scorta esclude l’uso personale
Il Ricorrente è stato condannato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto quattordici confezioni di hashish, pari a oltre venti grammi, da cui erano ricavabili ben duecentosettantasette dosi singole. Insieme alla droga, il soggetto custodiva centoventotto bustine di plastica vuote, un bilancino di precisione e denaro in contanti di piccolo taglio arrotolato. La difesa ha sostenuto l'uso personale o, in alternativa, la lieve entità del fatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno confermato che la quantità di dosi, l'elevato principio attivo, la presenza di strumenti per il confezionamento e i precedenti penali specifici dell'imputato escludono sia l'uso personale sia la qualificazione del fatto come lieve.
Continua »
Lieve entità spaccio stupefacenti: quando la contabilità condanna
Il caso riguarda Il Ricorrente, condannato per reati sugli stupefacenti. Egli ha impugnato la sentenza d'appello lamentando la mancata applicazione della circostanza attenuante della Lieve entità spaccio stupefacenti, sostenendo che la decisione si basasse solo sulla diversa qualità delle droghe (marijuana e cocaina). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'esclusione della lieve entità non dipende solo dalla pluralità di sostanze, ma anche da elementi concreti come il numero elevato di dosi ricavabili, il possesso di materiale per il confezionamento e il ritrovamento di una contabilità dell'attività illecita. Di conseguenza, Il Ricorrente perde il ricorso ed è condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Lieve entità nello spaccio: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, escludendo la configurabilità della lieve entità. Nonostante le doglianze della difesa, i giudici hanno rilevato che il possesso di oltre 1000 dosi complessive di hashish e cocaina, con un elevato principio attivo, impedisce di considerare il fatto come di minima offensività. La Corte ha inoltre negato l'attenuante del lucro di speciale tenuità, sottolineando che il disvalore sociale e la potenziale diffusione sul mercato prevalgono sul valore venale della sostanza.
Continua »