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Doppia Punibilità

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Provvedimenti

Mandato d’Arresto Europeo: consegna senza doppia punibilità
La Corte di Cassazione conferma la consegna di un cittadino rumeno sulla base di un Mandato d'Arresto Europeo per traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce che per reati gravi, come il traffico di droga, la procedura non richiede la verifica della doppia punibilità, ovvero che il fatto sia reato anche in Italia. La Corte distingue nettamente tale fattispecie dal possesso per uso personale, per il quale la consegna era stata negata.
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Rogatoria internazionale: quando è illegittima la revoca
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari che aveva revocato un sequestro conservativo su beni in Italia, richiesto tramite rogatoria internazionale da un'autorità giudiziaria estera. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può rivalutare la legittimità della richiesta di assistenza già concessa, ma deve limitarsi a verificare le modalità attuative. La decisione ripristina il sequestro originale, rafforzando i principi di cooperazione giudiziaria internazionale.
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Doppia punibilità: riciclaggio e reato presupposto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del PM contro un'assoluzione per riciclaggio e impiego di beni illeciti. La decisione si fonda sulla mancanza del reato presupposto, in quanto la vendita di petrolio da parte di un governo regionale estero era lecita al momento dei fatti. Viene sottolineata l'importanza del principio di doppia punibilità e i limiti processuali al ricorso contro sentenze di proscioglimento, anche alla luce della Riforma Cartabia.
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Radicamento in Italia: la Cassazione sui 5 anni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno, condannato nel suo paese, che chiedeva di scontare la pena in Italia. La Corte ha stabilito che, per ottenere tale beneficio, non basta una presenza formale, ma è necessario dimostrare un effettivo e continuativo radicamento in Italia per almeno cinque anni, provando che il nostro Paese sia diventato il centro stabile dei propri interessi familiari, sociali e lavorativi. In questo caso, prove come un codice fiscale e periodi di lavoro intermittenti non sono state ritenute sufficienti.
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Riconoscimento sentenza straniera: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il riconoscimento di una sentenza penale belga. Il caso verteva su una condanna per associazione a delinquere finalizzata al traffico di cherosene. La Corte ha stabilito che per il riconoscimento di una sentenza straniera è sufficiente che il fatto storico sia considerato reato anche in Italia (principio di doppia punibilità), a prescindere dalla precisa qualificazione giuridica o dagli elementi costitutivi del reato, che possono variare tra ordinamenti.
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Mandato di arresto europeo: il rigetto del ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cittadina condannata in absentia a Praga, confermando la validità di un mandato di arresto europeo. La Corte ha stabilito che la garanzia di un nuovo processo dopo la consegna è sufficiente a sanare l'assenza al primo. Inoltre, ha ribadito che per la doppia incriminazione conta la natura del fatto (in questo caso, associazione per delinquere), non la perfetta corrispondenza tra le norme, rendendo superflua l'acquisizione della sentenza estera.
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Fine di lucro e diritto d’autore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di moda sanzionata per aver diffuso musica nei propri negozi senza aver pagato i diritti ai produttori discografici. La Corte ha stabilito che il fine di lucro non richiede un guadagno diretto, ma sussiste anche quando la musica è usata per ottimizzare i profitti, creando un ambiente più piacevole per i clienti. È stata inoltre respinta la tesi della buona fede, poiché l'imprenditore ha l'obbligo di informarsi su tutte le normative vigenti.
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Mandato d’Arresto Europeo: i limiti del controllo
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la consegna di un cittadino alle autorità francesi, basata su un Mandato d'Arresto Europeo. La Corte ha stabilito che non è necessaria l'acquisizione dell'atto di arresto interno se la documentazione del MAE è sufficiente. Ha inoltre confermato che per la doppia punibilità conta la punibilità del fatto concreto, non l'identità astratta della norma.
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