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Domanda di grazia

Definizione

Atto con cui un condannato chiede al Presidente della Repubblica di condonare, in tutto o in parte, la pena inflitta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Domanda di grazia: il giudice indaga ma non decide
Un detenuto ha presentato una domanda di grazia mentre si trovava ristretto in un istituto penitenziario, per poi essere trasferito in un'altra struttura. Entrambi i Magistrati di Sorveglianza territorialmente coinvolti hanno rifiutato di gestire la fase di raccolta delle informazioni, rimettendosi a vicenda il fascicolo. La questione è giunta davanti alla Corte di Cassazione per risolvere il disaccordo. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il contrasto tra uffici. La gestione dell'istruttoria per la domanda di grazia non costituisce una funzione giurisdizionale, cioè non comporta una decisione giudiziaria sulla sentenza penale. I giudici svolgono una semplice attività di supporto per il Ministro della Giustizia e il Capo dello Stato. La Cassazione ha quindi restituito gli atti al magistrato che aveva sollevato l'inammissibile contestazione.
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Revoca della semilibertà: la diffamazione riporta in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un condannato contro la revoca della semilibertà. Il Tribunale di sorveglianza aveva annullato la misura alternativa a causa delle sistematiche violazioni delle prescrizioni poste a tutela della reputazione altrui, volte a impedire la reiterazione di reati di calunnia e diffamazione. La Suprema Corte ha confermato la legittimità delle limitazioni alla libertà di comunicazione del semilibero, ritenendole necessarie per bilanciare la libertà di espressione con i diritti delle vittime. Inoltre, i giudici hanno ribadito che il rinvio dell'esecuzione della pena per pendenza della domanda di grazia non può essere concesso se l'espiazione della pena è già iniziata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Differimento pena inammissibile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per il differimento pena di un detenuto. La richiesta, basata su una domanda di grazia, è stata respinta perché la pena era già in esecuzione e l'istanza era una mera riproposizione di una precedente, già rigettata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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