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Dolo o colpa

Definizione

Il dolo indica l'intenzione di commettere un reato, mentre la colpa si riferisce a un'azione commessa per negligenza, imprudenza o imperizia, senza l'intenzione di causare un danno.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abuso edilizio in comproprietà: condannati i residenti
I residenti di un fabbricato, tra cui un comproprietario e la moglie, sono stati condannati per aver eseguito opere edili in violazione delle norme sismiche. Gli imputati hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo la propria estraneità ai lavori, in quanto l'immobile apparteneva anche ad altri parenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'abuso edilizio in comproprietà comporta la responsabilità penale dei residenti che abitano lo stabile durante i lavori e ne traggono vantaggio. La responsabilità sussiste sia a titolo di dolo che di colpa per non aver impedito l'illecito. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Rifiuto accertamento droga e arma giocattolo: Cassazione inammissibile
Un automobilista, fermato per un controllo, ha rifiutato di sottoporsi agli accertamenti per verificare l'uso di sostanze stupefacenti, nonostante avesse ammesso di aver consumato cocaina. Era anche in possesso di un'arma giocattolo in luogo pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'automobilista, confermando la sua responsabilità. La Corte ha ritenuto infondate le argomentazioni contro il **rifiuto accertamento droga** e ha ribadito la rilevanza penale del porto dell'arma. L'automobilista deve ora pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro.
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Forza maggiore sanzioni tributarie: crediti PA e IMU
Un'Azienda Sanitaria privata ha impugnato le sanzioni e gli interessi applicati dal Comune per il mancato pagamento dell'imposta municipale sugli immobili (IMU). La società ha sostenuto che la grave crisi di liquidità derivava dai cronici ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione committente, invocando la causa di non punibilità della forza maggiore sanzioni tributarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la piena legittimità delle sanzioni. I giudici hanno chiarito che le difficoltà economiche dell'impresa, anche se provocate da crediti insoluti verso enti pubblici, non integrano la nozione di forza maggiore, la quale richiede un evento imprevedibile e irresistibile tale da annullare ogni controllo del soggetto.
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