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Divieto Arresti Domiciliari Per Evasione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Evasione e furto: la Cassazione nega gli arresti domiciliari
La Corte di Cassazione ha confermato la detenzione in carcere per un imputato di furto in abitazione, negandogli gli arresti domiciliari. La decisione si fonda su un suo precedente penale specifico: una condanna per evasione avvenuta negli ultimi cinque anni. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: il divieto arresti domiciliari per evasione è una regola assoluta che prevale su altre valutazioni. Anche se la difesa invocava una misura meno dura, il precedente comportamento dell'imputato ha reso impossibile la concessione dei domiciliari, portando alla dichiarazione di inammissibilità del suo ricorso.
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Condanna per evasione: scatta il divieto di arresti domiciliari
Un uomo, arrestato per nuovi reati e con una precedente condanna definitiva per evasione, si è visto negare gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il divieto di arresti domiciliari per evasione previsto dalla legge è assoluto. Questo principio si basa su una presunzione legale di inaffidabilità del soggetto, che non lascia al giudice alcuna discrezionalità. Di conseguenza, l'unica misura applicabile in questi casi è la custodia in carcere, a prescindere dalla gravità dei nuovi reati contestati. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'imputato, che resta in prigione.
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Condanna per evasione? Scatta il divieto di arresti domiciliari
Un uomo, in custodia cautelare in carcere per rapina, chiede di passare agli arresti domiciliari. La sua richiesta viene respinta perché, nei cinque anni precedenti, aveva patteggiato una pena per il reato di evasione. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ribadendo che la legge impone un chiaro **divieto di arresti domiciliari per evasione**. Questa regola si applica anche se la condanna precedente deriva da un patteggiamento. La Corte dichiara quindi il ricorso inammissibile, sottolineando come la precedente condotta del soggetto dimostri una sua inaffidabilità a rispettare le misure meno restrittive del carcere.
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