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Discriminazione Dei Lavoratori A Termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Discriminazione dei lavoratori a termine: precari contro lo Stato
Alcuni dipendenti pubblici, inizialmente assunti come lavoratori socialmente utili e poi con contratti a tempo determinato prima della stabilizzazione, sono stati esclusi da una selezione per il passaggio a un livello economico superiore. Il bando riservava la partecipazione ai soli dipendenti già a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2005. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei lavoratori, ravvisando una chiara discriminazione dei lavoratori a termine. I giudici hanno stabilito che la semplice qualifica di dipendente di ruolo o la natura del contratto non giustificano l'esclusione dalle progressioni economiche. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello di Milano per un nuovo giudizio.
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Discriminazione dei lavoratori a termine: precari battono l’Ente
Due insegnanti precari hanno fatto causa alla Provincia Autonoma per ottenere il riconoscimento degli scatti di anzianità e della retribuzione estiva, contestando la discriminazione dei lavoratori a termine rispetto al personale di ruolo. La Corte d'Appello ha accolto la domanda dei lavoratori. La Provincia Autonoma ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la legittimità del trattamento differenziato in base alla natura temporanea del rapporto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno ribadito che l'anzianità di servizio deve essere valutata allo stesso modo per dipendenti fissi e precari, vietando disparità di trattamento non giustificate da ragioni oggettive. Di conseguenza, i docenti hanno ottenuto il diritto alle differenze retributive e al pagamento dei mesi estivi.
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Scuola: stop alla discriminazione dei lavoratori a termine
Alcuni docenti precari hanno citato in giudizio l'amministrazione pubblica per ottenere il riconoscimento dell'anzianità di servizio e della retribuzione estiva, contestando la discriminazione dei lavoratori a termine rispetto al personale di ruolo. La Corte d'Appello ha accolto la domanda dei docenti. L'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la legittimità del trattamento differenziato in base alla natura temporanea del rapporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che l'esclusione dei docenti precari dagli scatti di anzianità e dalla retribuzione estiva costituisce una violazione del principio di parità di trattamento previsto dal diritto europeo. Di conseguenza, i docenti hanno diritto alle differenze retributive e al pagamento delle spese legali da parte dell'amministrazione soccombente.
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