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Diritto Allo Studio Del Detenuto

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritto allo studio del detenuto: sicurezza prevale su scelta università
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Detenuto sottoposto al regime speciale del 41 bis O.P., che chiedeva di poter proseguire gli studi universitari presso un'università più distante, dove aveva già sostenuto esami. Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato la richiesta, richiamando una circolare che impone l'iscrizione a un istituto vicino al luogo di detenzione per ragioni di sicurezza. La Cassazione ha confermato questa decisione, ritenendo che il **diritto allo studio del detenuto** non sia stato negato, ma opportunamente bilanciato con le esigenze di sicurezza. Il ricorso è stato respinto, confermando la validità della circolare.
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Diritto allo studio del detenuto: limiti e ricorsi inammissibili
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Detenuto. Egli contestava l'ordinanza di un Giudice di Sorveglianza che aveva rigettato la sua richiesta di poter detenere un numero illimitato di libri per il suo diritto allo studio del detenuto. La Direzione del carcere aveva imposto un limite di quindici libri, con possibilità di sostituzione e ampliamento su richiesta. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e ha ribadito che la gestione dei libri rientra nella competenza della direzione carceraria. Il Detenuto aveva comunque accesso a materiali didattici e poteva richiedere ulteriori testi, senza che fosse provata una lesione del suo diritto allo studio.
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Diritto allo studio del detenuto: Cassazione conferma libri illimitati
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto che chiedeva di poter tenere un numero illimitato di libri per il suo diritto allo studio del detenuto, basandosi su un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Spoleto del 2012. Nonostante il trasferimento del detenuto in un'altra struttura e il rifiuto di quest'ultima di concedere i libri illimitati, la Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia. Ha confermato la competenza del Magistrato di Sorveglianza che aveva emesso l'ordine originario e ha ribadito che il diritto allo studio del detenuto, senza limiti numerici predefiniti per i libri, è un diritto soggettivo che persiste anche con il trasferimento del detenuto.
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