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Diffida di pagamento

Definizione

Atto formale scritto con cui il creditore intima al debitore di adempiere al versamento dovuto entro un termine stabilito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2008 tramite una diffida recapitata il 27 giugno 2014. Il Professionista eccepiva l'estinzione del debito, sostenendo che la data limite per il conteggio quinquennale fosse il 16 giugno 2009. I giudici di merito accoglievano l'eccezione del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso dell'Ente. Il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata differita al 6 luglio 2009 tramite apposito decreto governativo per i contribuenti soggetti a studi di settore. La richiesta dell'Ente risulta quindi tempestiva e il debito rimane esigibile.
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Omesso Versamento Contributi Previdenziali: Cassazione Conferma Condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Imprenditore condannato per omesso versamento contributi previdenziali. L'Imprenditore aveva trattenuto le ritenute dai salari dei Lavoratori ma non le aveva versate all'ente previdenziale. La condanna iniziale a 6 mesi di reclusione era stata confermata in appello. L'Imprenditore contestava la notifica della diffida e il calcolo delle somme dovute. La Suprema Corte ha ritenuto le sue argomentazioni infondate o nuove, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Impugnazione della diffida di pagamento: facoltà, non obbligo
Il Contribuente ha ricevuto un'ingiunzione di pagamento per contributi di bonifica non versati al Consorzio. La Corte d'Appello tributaria aveva ritenuto inammissibile il ricorso perché il cittadino non aveva precedentemente impugnato la diffida di pagamento ricevuta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'impugnazione della diffida di pagamento è una facoltà e non un obbligo per il contribuente. La mancata contestazione della diffida non rende definitivo il debito. Di conseguenza, il cittadino conserva il pieno diritto di contestare il merito della pretesa tributaria impugnando il primo atto formale successivo, ossia l'ingiunzione di pagamento. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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