La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44697/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per truffa. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in insolvenza fraudolenta, ma la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, sottolineando la corretta applicazione della legge da parte dei giudici di merito. Questa decisione ribadisce la netta differenza tra truffa e insolvenza fraudolenta, confermando la condanna e il pagamento delle spese processuali.
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